Vivere all’inferno, ovvero i paesi più pericolosi al mondo

Per il terzo anno consecutivo sono in aumento a livello globale i civili morti e feriti dovuti all’uso di esplosivi, in particolare in alcune aree del globo dove sono localizzate il 92% delle vittime. A dirlo il rapporto del gruppo internazionale Action on Armed Violence (AOAV) pubblicato questa settimana, Explosive States: Monitoring Explosive Violence in 2014.

Nel 2014 sono rimaste uccise o ferite con armi esplosive 41.847 persone in tutto il mondo, il 78% dei quali (32.662 persone) erano civili, un numero quasi tre volte superiore a quello dell’anno precedente. In crescita consistente il numero di vittime a causa di bombardamenti aerei, quasi 6 mila, numero triplicato rispetto all’anno precedente e dovuto in gran parte a Siria e Striscia di Gaza (oltre 4 mila vittime a causa di bombardamenti aerei). In aumento esponenziale anche l’utilizzo delle cosiddette “barrel bombs” – esplosivi improvvisati rappresentati da un “barile” contenitore riempito con esplosivi ad alto potenziale distruttivo – cresciuto dell’87% rispetto al 2013.

I luoghi più letali del nostro pianeta (per i civili) nell’ultimo anno, sui 58 monitorati, sono stati l’Iraq, la Siria, Gaza, la Nigeria e il Pakistan, ma sono molte altre le aree pericolose dove essere un civile e vivere una vita ‘normale’ diventa sempre più complicato.

stat-vittime-civili2014_(aoav.org.uk)

Dal 2011, quando AOAV ha iniziato questo tipo di monitoraggio dell’uso delle armi esplosive sono state registrate quasi 150.000 persone uccise o ferite da bombe aeree, missili, razzi, mine, proiettili di artiglieria, granate, autobombe, e ordigni esplosivi improvvisati (IED). Nei casi di armi lanciate da terra, come mortai e razzi Grad, i morti civili sono state addirittura il 90% delle vittime riscontrate. E le morti da IED sono aumentate in modo esponenziale nell’ultimo anno  in paesi come Cina, Egitto e Yemen.

In Iraq, il paese più pericoloso al mondo, malgrado un calo di quasi un quinto, sono state oltre 10 mila le vittime civili nel 2014, e l’area di Baghdad è quella più colpita (più di 5 mila vittime). Nel Paese mesopotamico dilaniato dalle violenze dell’Isis sono stati registrati il numero impressionante di 610 “incidenti”, praticamente quasi due ogni giorno dell’anno. Segue la Siria con oltre 6.000 tra morti e feriti ( anche in calo di un migliaio di casi), e la Striscia di Gaza, che salta dal 32° al 3° posto, con 3.800 vittime, a causa all’operazione antiterrorismo israeliana “Margine di Protezione” portata avanti la scorsa estate. Al quarto posto la Nigeria, anch’essa in brusca salita (era al 16esimo) con 2.400 vittime causate dall’escalation di violenza del gruppo islamista Boko Haram; è qui che si è registrata nel 2014 la maggior percentuale di vittime civili sul totale, ben il 97%, e, malgrado un numero di casi non così imponente (49), ognuno di questi ha prodotto il maggior numero di vittime in media: ben 49. Al settimo posto, e per la prima volta in classifica, l’Ucraina, i cui scontri nell’est del Paese hanno provocato oltre 1.400 vittime civili nel solo 2014.

Vedi qui l’intero rapporto e le statistiche di AOAV.

(La Redazione)

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  

  

  

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

dicembre: 2017
L M M G V S D
« Nov    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

ARCHIVIO

Dal diario di una piccola comunista

pubblicità google