Fico: legge Iva ridotta su alimentari quasi pronta, a settembre in Parlamento

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La lista dei prodotti alimentari che dovrebbero vedersi l’Iva ridotta al 10% è tutt’ora un segreto. Le bocche al governo sono cucite, e il premier Robert Fico ha più volte rifiutato di rispondere ai giornalisti su quali tipologie di cibi potranno con una certa approssimazione avvantaggiarsi di tale misura. L’iniziativa è stata presentata al congresso del partito di maggioranza (e di governo) Smer-SD nel mese di maggio e costituisce uno dei provvedimenti più attesi del cosiddetto terzo pacchetto sociale dell’esecutivo.

Al congresso di maggio di Smer i media parlarono ci un elenco con i generi alimentari di base, un paniere che comprenderebbe latte, burro, pane e carne fresca, che dal gennaio 2016 vedrebbero un taglio del 50% dell’aliquota di imposta sul valore aggiunto, passando da una tassazione attuale del 20% a quella ridotta del 10%. Secondo le prime stime fatte da funzionari Smer, la misura avrebbe un costo intorno ai 60-70 milioni di euro all’anno.

Durante una visita nella regione di Trnava insieme al ministro dell’Agricoltura Lubomir Jahnatek, Fico ha detto ieri che la proposta del governo per la riduzione dell’Iva sarà presentata al Parlamento nel mese di settembre. E nella formulazione del disegno di legge sarà compresa la lista dei cibi scelti, che, ancora una volta, Fico ha detto di non volerla divulgare fino a che non sarà approvata dal Consiglio dei ministri.

Fico prevede una complessa negoziazione con le catene di vendita al dettaglio, allo scopo di fare in modo che il taglio del 10% si riversi completamente e in maniera trasparente sui prezzi ai consumatori degli alimentari in questione.

Il ministro Jahnatek ha detto qualcosa di più sulla lista, spiegando che il suo dicastero ha già «preparato una descrizione esatta di 157 tipologie di prodotti alimentari, riguardanti il tipo, la composizione e la qualità» di tali alimenti. Per le modalità di controllo della riduzione dei prezzi, nella fase iniziale del provvedimento il governo, insieme alle municipalità e alle associazioni degli agricoltori, dell’industria agroalimentare e dei pensionati, stabilirà un sistema di monitoraggio dei prezzi sugli scaffali

Nelle ultime sedute parlamentari prima della chiusura estiva alcuni parlamentari dell’opposizione hanno cercato di raccogliere il consenso dei colleghi per introdurre una aliquota del 13%, anziché del 10%, da applicare tuttavia a una ben più ampia gamma di prodotti, che vanno dagli alimentari all’energia elettrica, acqua calda, riscaldamento e combustibili per uso domestico.

(La Redazione)

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