Grecia: il gioco del pollo e la sconfitta di Tsipras

grecia_tsipras_(DonkeyHotey CC-BY-SA)

Quando Alexis Tsipras ha interrotto le trattative con i creditori, dieci giorni fa, e imposto un referendum sulla loro ultima proposta, voleva mettere l’Europa con le spalle al muro. In caso di vittoria dei “no”, pensava il premier greco, sarebbe toccato alle istituzioni fare una proposta più leggera di quelle discusse fino ad allora, o accettare l’uscita della Grecia dall’euro, con conseguenze potenzialmente imprevedibili.

Di fronte alla scelta, scommettevano Tsipras e l’allora Ministro delle Finanze Varoufakis, l’Unione avrebbe fatto maggiori concessioni. Se così non fosse andata, il governo greco avrebbe potuto gradualmente uscire dalla moneta unica, forte del supporto popolare. In caso di vittoria del “sì”, il suo governo si sarebbe semplicemente dimesso: una condizione win-win.

Il “no” alla fine ha vinto nettamente, ma la posizione tedesca ha cambiato tutto.

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Foto DonkeyHotey CC-BY-SA 2.0

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