Il Museo dello Slavín sulla seconda guerra mondiale aprirà nel 2016

Slavin, monumento ai caduti sovietici

Il museo dedicato alla seconda guerra mondiale che il Ministero della Difesa intende costruire al piano inferiore del memoriale Slavin in collaborazione con il Comune di Bratislava dovrebbe poter aprire al pubblico il prossimo anno. Secondo il sindaco Ivo Nesrovnal il progetto sarà costituito da un insieme di materiali e documenti già parte delle collezioni del Museo comunale di Bratislava e dell’Istituto di Storia Militare del ministero.

La mostra che sarà allestita presso lo Slavin sarà dedicata al periodo relativo alla fine della seconda guerra mondiale e alla liberazione della Slovacchia, e alla memoria delle vittime della guerra, un periodo «tra il 1944 e il 1945», ha detto Nesrovnal. Il progetto userà risorse del Ministero della Difesa, della città di Bratislava e dal Fondo di riserva del primo ministro.

Il progetto era stato lanciato nel maggio di quest’anno, in occasione dei 70 anni dalla fine della guerra, con un memorandum siglato tra comune e ministero. L’iniziativa è nata per coprire un vuoto, in quanto ormai tutte le capitali europee hanno questo genere di museo, e per di più lo Slavin, in quanto memoriale e cimitero militare, è luogo ideale per tale collocazione, anche come luogo di formazione per le giovani generazioni sulla storia del Paese.

Lo Slavin è un monumento dedicato alla memoria dei soldati sovietici caduti per liberare la Slovacchia, nel periodo tra il gennaio e il 4 aprile 1945, data dell’ultima battaglia per liberare Bratislava. Posto sulla cima di una collina vicino al centro storico di Bratislava oce era presente un cimitero da campo, è composto da un obelisco di 39 metri, sulla cui sommità è la statua in bronzo di un soldato che innalza una bandiera, il quale poggia su un grande colonnato a quadrilatero che racchiude una camera memoriale con statue, iscrizioni e un sarcofago di marmo bianco. Progettato da Ján Svetlík, è stato eretto negli anni 1957-1960, e dichiarato monumento nazionale nel 1961. È il simbolo più vistoso dell’epoca comunista in Slovacchia. Le pareti estere della camera, protette dal colonnato, riportano le iscrizioni delle date della liberazione di varie località slovacche nell’ultima fase della guerra. Nel piano in cima alla collina, intorno al memoriale, sono le sepolture di 6.845 soldati dell’Armata Rossa morti durante l’avanzata dei sovietici verso Berlino. Il museo sarà ricavato dagli spazi nel basamento del memoriale, sotto alla camera memoriale, rimasti vuoti per quasi sessant’anni e di cui pochi conoscevano ormai l’esistenza.

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Qui sotto un video (in inglese) girato da Radio Slovakia International in occasione del 70° anniversario della liberazione di Bratislava, il 4 aprile 1945. Nel video le testimonianze di sopravvissuti che parlano della loro esperienza di guerra.

(La Redazione)

Foto jlascar CC-BY 2.0

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