Presidente Fischer grato a Slovacchia per aiuto con rifugiati; “ma non risolve nostro problema”

kiska_fischer_(prezident.sk)

Il presidente austriaco Heinz Fischer era ieri a Bratislava in visita ufficiale, dove ha incontrato il suo omologo Andrej Kiska. Uno degli argomenti più caldi sul tavolo tra i due capi di Stato era l’annuncio della Slovacchia di accettare 500 richiedenti asilo su base temporanea per alleviare la forte pressione dei centri rifugiati in Austria, in particolare quello in località Traiskirchen poco fuori Vienna.

Fischer ha ringraziato la Slovacchia per questo gesto, che è simbolico ed «è espressione di comprensione per la situazione in ci troviamo», ma non è purtroppo una soluzione ai problemi dell’Austria. In base alle statistiche attuali, con circa 200 nuove richieste registrate ogni giorno, Vienna si attende quest’anno un numero di domande di asilo complessive da circa 70.000 rifugiati, ma i centri di accoglienza austriaci, ha detto Fischer, sono ormai più che pieni.

Kiska ha concordato con il collega che accogliere 500 persone, in via solamente temporanea e fino all’approvazione dell’asilo da parte di Vienna, non è decisivo, ma il presidente slovacco ricorda come «è importante mostrare buona volontà, e la volontà di risolvere la situazione e indicare la disponibilità della Slovacchia di aiutare» il Paese vicino.

La Slovacchia, ha ammesso Kiska, non è pronta ad accettare i richiedenti asilo, e solo poche decine di immigrati hanno ottenuto anche lo scorso anno la concessione dello status di rifugiato. Purtroppo molti politici slovacchi, ha detto il presidente, continuano a trattare il tema dell’immigrazione esclusivamente attraverso le deformazioni della pubblica opinione. Mentre i politici responsabili dovrebbero avere un approccio chiaro e trasparente, e spiegarlo agli slovacchi. Va bene parlare dei potenziali rischi dell’immigrazione, ma bisogna anche puntare a come evitarli. La Slovacchia, ha ribadito Kiska, si deve sentire obbligata ad assistere persone la cui vita è in pericolo nei loro paesi d’origine.

I due hanno anche parlato di Grecia, accogliendo le notizie di un accordo in arrivo da Bruxelles con l’augurio che portino a una soluzione della crisi. Insieme, i due capi di Stato hanno sottolineato la necessità di fare tutto il possibile per mantenere nell’opinione pubblica la fiducia nell’euro. Ma ora la Grecia dovrà dimostrare con fatti concreti di rispettare le sue promesse, pur coscienti che si tratta di un cammino difficile.

(ReD)

foto prezident.sk

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