Grecia: Europa, anno zero

L’accordo Grecia-Europa mostra l’incompatibilità tra interessi popolari e istituzioni economiche e monetarie europee. Ci serve una nuova immaginazione politica per cambiare i rapporti di forza in Europa e a livello nazionale

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L’accordo tra Europa e Grecia che è stato annunciato lunedì mattina traduce in realtà i sogni del più intransigente sostenitore dell’austerità. Tra i primi punti del testo è previsto l’aumento delle tasse sui consumi impoverendo la già devastata capacità d’acquisto della popolazione greca. Si è ceduto sull’innalzamento dell’età pensionabile e sulla riduzione dei sussidi per le pensioni minime. Il premier si è impegnato, inoltre, a conseguire una serie di avanzi primari, accompagnati da apposite clausole di salvaguardia e da espliciti riferimenti al controllo da parte della Commissione Europea e della Troika del processo legislativo greco. L’accordo prevede la privatizzazione – per un ammontare pari a 52 miliardi di euro – di quel che resta delle grandi imprese pubbliche greche, tra le quali il gestore dell’energia elettrica.

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Foto rob Stoeltje CC-BY 2.0

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