Fico dopo il vertice dell’Eurozona: compiti difficili per la Grecia, vedremo se li rispetta

Fico_(vlada.sk+elab.BS)

La lunga maratona dell’Eurosummit che ha visto riuniti da ieri sera a stamane i diciotto leader dell’Eurozona si è concluso questa mattina con un accordo di base con il governo della Grecia, che ora dovrà in poco più di 48 ore mettere mano a pesanti (e pressanti) riforme che, se rimarrà nell’Area Euro, dovrà però fare una manovra lacrime e sangue.

L’accordo è stato annunciato questa mattina alle 8:39 da un tweet del primo ministro belga Charles Michel, confermato poco dopo dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. La Grecia potrà ricevere un salvataggio del Meccanismo europeo stabilità ESM. Ma prima dovrà approvare un pacchetto di riforme dure e inevitabili entro mercoledì 15 luglio.

Il premier slovacco Robert Fico, che ieri all’arrivo a Bruxelles aveva detto «i greci farebbero bene a uscire volontariamente dalla Zona Euro, mettere ordine nella loro economia e finanza pubblica, e più avanti ritornare nell’Eurozona». Una posizione dura, la cui linea era dettata dal ministro delle finanze tedesco Schauble. Il problema maggiore, lo diceva Fico ma anche molti altri leader, è che l’atteggiamento tenuto in queste settimane e mesi di estenuanti trattative hanno fatto perdere la fiducia nella Grecia, in particolare nella capacità del governo greco di rispettare le promesse. Per essere chiaro, Fico diceva ai giornalisti prima del vertice che il suo Paese ha il diritto morale di essere intransigente: «È davvero una situazione di crisi, ma ad essere onesti, tutto questo è stato causato dai greci stessi. La Slovacchia ha attraversato profonde riforme, e dolorose, e anche il mio governo ha dovuto prendere decisioni difficili. Nessuno ci ha regalato nulla, abbiamo fatto ordine nelle finanze pubbliche, abbiamo ridotto il debito pubblico e abbiamo banche sane. Se lo ha fatto la Slovacchia, possono farlo anche in Grecia».

All’uscita dalla lunga riunione questa mattina, Fico ha detto ai giornalisti in attesa che le richieste fatte ad Atene sono così rigide che «sarebbe un piccolo miracolo se il governo e il Parlamento greci le approvassero in così breve periodo». In ballo ci sono aiuti per 80 miliardi di euro dell’ESM.

Fico ha detto della notte passata che a un certo punto sembrava che la Grecia rinunciasse, e fosse pronta ad uscire dall’Euro, per la renitenza del premier Tsipras ad accettare i due bocconi più amari per lui: la partecipazione dell’FMI nel nuovo programma di aiuti (che ripresenterà in qualche modo la Troika tanto odiata ad Atene) e la costituzione di un fondo di garanzia con 50 miliardi di immobili e attività greche da destinare alla privatizzazione.

In ogni caso, ha ribadito Fico, la possibile uscita della Grecia dall’Euro non è ancora scongiurata. Staremo a vedere cosa farà il Parlamento di Atene.

(La Redazione)

Foto: vlada.sk, elab. BS

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  

  

  

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

dicembre: 2017
L M M G V S D
« Nov    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

ARCHIVIO

Dal diario di una piccola comunista

pubblicità google