Srebrenica, la vergogna d’Europa venti anni dopo

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La Russia ha esercitato il proprio veto in sede ONU sul tentativo del Consiglio di Sicurezza di condannare come genocidio il massacro di Srebrenica del 1995, di cui si commemora domani il ventennale, avvenuto durante la guerra in Bosnia e già sancito come tale da una sentenza del 2007 del Tribunale dell’Aja.

Così si ‘celebrano’ a Mosca i venti anni da uno dei fatti più scabrosi nella recente storia d’Europa e del mondo intero, una tragedia sulla quale ancora ci sono molti misteri, mentre quello che viene alla luce è sempre meno piacevole sia per l’ONU, chiamata a difendere coloro che poi a Srebrenica sono stati lasciati andare al macello, che per i paesi che di fatto hanno consentito che quei fatti orribili accadessero. Furono oltre ottomila i morti, tutti musulmani bosniaci (bosgnacchi), uomini e ragazzi, uccisi senza pietà e gettati in fosse comuni dai serbo-bosniaci di Ratko Mladic, il generale-boia accusato all’Aja di crimini contro l’umanità e arrestato soltanto nel 2011 grazie a una soffiata anonima.

Per saperne di più sui fatti storici accertati dare uno sguardo a Wikipedia. Per la condanna mancata del Consiglio di Sicurezza vedere qui. Per un reportage sulla Srebrenica di oggi vedere La Stampa, Repubblica, e Osservatorio Balcani. Per le ombre e le responsabilità vedere La Stampa e Repubblica.

https://youtu.be/tsgVavet0dE

(La Redazione)

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Foto Radio Nederland Wereldomroep CC-BY-NC

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