Intelligence: oltre 100 slovacchi combattenti tornati dall’Ucraina, rischio per la Slovacchia

ucraina_slovyansk_(Sasha Maksymenko 14374696699 CC-BY-NC)

Tra le informazioni che il capo del Servizio informazioni slovacco (SIS), Ján Valko, ha riportato alla Commissione parlamentare di controllo dei servizi segreti il 3 luglio, durante la presentazione della relazione annuale dell’agenzia, vi sono quelle relative ai “foreign fighters” slovacchi, coloro che si sono uniti allo Stato Islamico per combattere in Siria o in Iraq. Erano dieci, secondo Valko, ma ormai si sono quasi esauriti, dato che la gran parte di loro sono morti.

Difficile invece dire, a quanto pare, quanti sono gli slovacchi che combattono in Ucraina, al fianco dei separatisti nell’est del Paese, un numero che il capo della commissione Anton Martvoň dice essere superiore a cento. Servire in un esercito straniero è considerato un crimine nella legislazione slovacca, che vedrà tra breve un inasprimento delle norme per andare a colpire proprio coloro che militano non in eserciti regolari ma in gruppi paramilitari e milizie irregolari.

Il capo del SIS ha messo in rilievo anche i pericoli per la Slovacchia una volta che tali combattenti rientrano in patria. Un centinaio di questi sarebbero ora in Austria, e sono tenuti sotto monitoraggio dall’intelligence slovacca per prevenire un eventuale rischio per la sicurezza del paese.

(Red)

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Foto Sasha Maksymenko CC-BY-NC 2.0

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