Franceschini: basta turismo low-cost, all’Italia servono viaggiatori d’elite

pompei_(CarloMirante_7495161736@flickr_CC-BY)

Attirare in Italia un turismo colto, d’elite, e possibilmente danaroso. Questa l’idea del Ministro dei Beni Culturali e del Turismo Dario Franceschini, che lo ritiene l’unico modo per salvaguardare le bellezze artistiche del nostro Paese. Per essere ancora più chiaro, in un’intervista a Repubblica pubblicata l’altro ieri il ministro dice «Non mi interessa il cinese che scende dalla nave da crociera, si fa portare all’outlet, poi fa una foto al Colosseo e riparte». Insomma, all’Italia non interessano più i bivacchi del turismo di massa nelle nostre città d’arte.

Dobbiamo invece «far ritornare i viaggiatori colti, il turismo d’eccellenza», dice Franceschini, ma non basta. Il ministro spinge anche più in su l’asticella del salto di qualità da fare: dice anche che «noi dobbiamo portarli oltre il triangolo Roma-Firenze-Venezia». Un obiettivo ambizioso, ma non sarà per nulla semplice ricreare lo spirito del “voyage en Italie“, anche detto “Grand Tour” alla Stendhal, Goethe o Byron, quel viaggio iniziatico nella storia e nell’arte (dell’umanità, non solo italiane) che tutti i figli dell’aristocrazia d’Europa erano spinti a fare nel Sette-Ottocento per favorire la loro crescita intellettuale.

Per farlo, bisogna puntare «sul museo diffuso, sulle incredibili bellezze che pochi vanno a visitare. Dalla Reggia di Caserta ai Bronzi di Riace», aggiunge Franceschini, «chi arriva deve poter scoprire le nostre eccellenze». Bene le code ai luoghi simbolo, ma bisogna «far conoscere tutto il resto», siti minori che possono avere un grande sviluppo, e ai quali sono stati destinati buona parte dei fondi europei già ottenuti. Questo è uno dei compiti della nuova Enit, ha sottolineato il ministro, la cui direzione è stata affidata pochi giorni fa a Evelina Christillin.

 

Per regolare il turismo all-inclusive, quello insomma che trasforma le città in un bivacco, per far rispettare il decoro «ci vogliono le ordinanze dei comuni e il controllo delle città da parte delle forze dell’ordine». Insomma, il messaggio è: «Salvare le nostre città d’arte è più importante» delle comitive del turismo low-cost.

A scatenare il ministro la dichiarazione del nuovo sindaco di Barcellona Ada Colau che per contrastare il turismo mordi e fuggi ha detto: «Non diventeremo come Venezia». Una frase che ha fatto imbestialire Franceschini, che, pur riconoscendo un fondo di verità in quella frase (non si possono nascondere le maree di turisti che lasciano solo rifiuti e niente ricchezza nella città lagunare) ha commentato così: «A Barcellona dovrebbero baciarsi i gomiti per poter diventare come Venezia».

(La Redazione)

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Foto: Pompei – Carlo Mirante CC-BY-2.0 

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