Il rapimento del figlio del Presidente Kovac domani al 15° anniversario

Saranno domani 15 anni da uno dei casi irrisolti più inquietanti della recente storia slovacca, il rapimento del figlio dell’allora Presidente della Repubblica Michal Kovac, occorso il 31 Agosto del 1995. I partiti di centro-destra al Governo si sono dichiarati favorevoli a cercare di risolvere finalmente il mistero dopo tre lustri. Michal Kovac Junior fu rapito alle porte di Bratislava da otto uomini che hanno fermato la sua auto nei pressi della sua città natale di Jur pri Bratislave. Lo hanno picchiato, fatto bere a forza una bottiglia di whisky, e portato oltre confine, in Austria prima di scaricarlo.

L’allora opposizione sostenne che il sequestro era parte di una faida tra il Presidente Kovac e il Primo Ministro, Vladimir Meciar, e che la polizia segreta aveva realizzato nella pratica il sequestro. Kovac Jr. è stato trovato dalla polizia austriaca e portato in un ospedale di Hainburg, dove è stato detenuto in relazione ad un mandato di cattura dell’Interpol tedesca per aver partecipato ad una frode oltre 2 milioni di euro.

Nel Febbraio 1996, Kovac Jr. è stato restituito alla Slovacchia, quando un pubblico ministero austriaco ha respinto la sua estradizione in Germania. Nel Dicembre 1995 l’ufficio del pubblico ministero di Bratislava accusò Kovac Jr. di favoreggiamento e frode in connessione con l’affare della società di commercio estero Technopol. Il Presidente Kovac lo ha comunque amnistiato nel Dicembre del 1997, fermare in effetti l’inchiesta in Slovacchia.

Nel frattempo l‘ex-ufficiale dei servizi segreti Oscar Fegyveres aveva sostenuto prima di scappare all’estero che l‘Intelligence slovacca (SIS) era coinvolta nel rapimento. Kovac ha chiuso il suo mandato nella primavera del 1998. Il Parlamento non riuscì allora a far passare un nuovo capo di Stato, e il Primo Ministro Vladimir Meciar assunse i poteri presidenziali, e il 3 Marzo 1998 esercitò il suo diritto costituzionale di fermare la prosecuzione dei reati legati al sequestro, rilasciando un’altra amnistia il 7 Luglio 1998.

A seguito delle elezioni generali di quell’anno, i membri della coalizione nel nuovo Parlamento e il Premier Mikulas Dzurinda hanno cercato di annullare le amnistie di Meciar, ma non riuscirono ad ottenere un sostegno sufficiente in Parlamento. Nel Febbraio 1999 la Corte Costituzionale stabilì che l’amnistia non poteva essere invalidata o modificata.

Il caso del rapimento coinvolge anche una vittima, l‘ufficiale del SIS Robert Remias, che fungeva da collegamento tra Oskar Fegyvers e i suoi parenti in Slovacchia, che morì nell‘esplosione della sua vettura a Bratislava il 29 Aprile 1996. Gli investigatori accusarono dell’omicidio Jozef Rohac e Imrich Olah, con l‘allora capo del SIS Ivan Lexa accusato di esserne il mandante. Il caso Technopol è stato chiuso il 2 Febbraio 2000, con un tribunale di Monaco di Baviera che annullò la condanna a 6 anni contro Kovac Jr.

Un paio di settimane fa il neo Ministro degli Interni Daniel Lipsic (KDH) si è detto intenzionato a fare di tutto per cercare di annullare le amnistie di Meciar, e dunque arrivare a risolvere il caso Kovac, con l‘appoggio della Coalizione. Per farlo però avrà bisogno del voto anche di parte dell‘opposizione. Il partito Smer-SD non ha voluto commentare la questione, mentre il Partito Nazionale (SNS) ha dichiarato che respinge la proposta.

(Fonte TASR)

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