La Divina Commedia. L’opera senza età

Alla (necessaria) riscoperta di Dante Alighieri e della sua opera universale nell’anno del 750° anniversario della nascita del sommo poeta.

dante_aligh (Domenico-di-Michelino-1465)

Sono cresciuto con i versi della divina commedia. A differenza di molti altri che l’hanno studiata  solo a scuola, o di altri che ne hanno solamente sentito parlare. Però mi ritrovo ancora oggi a conoscere gente che non sa cos’è la divina commedia o/e addirittura  chi sia Dante! Perciò ho voluto scrivere due righe su uno dei colossi che hanno inciso il loro nome nella storia di questo pianeta.

La Divina Commedia era l’opera della vita di Dante Alighieri. Nato a Firenze nel maggio del 1265, periodo durante il quale l’Italia era all’apice dell’apprendimento culturale. Dal 1230,  era di Federico II , fino al 1348 , data che corrisponde alla peste nera, l’Italia creava arte ovunque.

Vivendo in questo periodo di fervore artistico, Dante Alighieri iniziò a scrivere la sua opera a 39 anni. la concluse a 56. La Commedia fece di Dante Alighieri l’uomo più conosciuto del momento. Ovunque si parlava di lui, durante e specialmente dopo la sua morte. Ed era il periodo d’oro dell’arte italiana , perché  insieme a Dante c’erano anche Taddeo Gaddi ,  Puccio Capanna , Maso di Banco, tutti allievi di Giotto. In quel periodo viveva anche lo scultore Giovanni Pisano e anche Fibonacci , il famoso matematico di fama mondiale.

La Divina Commedia è un poema che tratta dei fatti accaduti prima o durante la vita di Dante, raccontati in dialetto fiorentino (cosa che poi contribuì a rendere questo dialetto la culla della nascente lingua italiana).

Aprendone le pagine il lettore percepisce immediatamente che non è solamente questo.  L’opera si divide in tre parti o cantiche, le quali sono Inferno, Purgatorio, Paradiso. Ogni parte si forma di trentatré canti.

Ogni canto ha trentatré strofe, ogni strofa è composta da tre righe , su tutte si usa la terzina, ovvero la rima a tre.  Il tutto è basato sul bellissimo numero tre che ha notoriamente poteri esoterici ed è importante (e lo era specialmente), durante il medioevo. In totale sono  novantanove canti più uno che è il  canto proemiale in Inferno, il centesimo. Ovvero il numero completo considerato in quel tempo , moltiplicato per se stesso!

Se sulla struttura numerologica dell’opera si rimane a bocca aperta, allora dovete sapere che Dante non si fermò solo lì. Si vede che leggendo le righe di Dante la dinamica cambia da canto a canto. I colori cambiano tra le cantiche e i rumori non sono uguali tra le strofe. La diversa dinamica comporta  un moto in ascesa durante il Purgatorio, e in discesa durante l’Inferno.

La struttura architettonica è tale che tra il punto più basso dell’Inferno e quello più alto del Purgatorio si forma un rombo dove in cima si crea il fiore che simboleggia il Paradiso. I colori dell’Inferno che sono il rosso e il nero, quando si entra in purgatorio sono madre perla della nebbia della bruma fino all’esplodere dei colori più vivi nei canti più alti. Per finire poi  su Paradiso che è composto dai colori  bianco e oro.

Tra le ultime informazioni moderne riguardo questa opera di sette secoli fa, c’è uno studio che si basa sulla numerologia. Condotto in Italia, dove tramite macchine potenti si fanno calcoli con i numeri,  i ricercatori hanno riscontrato cose da rimanere allibiti, che fanno pensare a Dante come un mostro di preveggenza

Per il famosissimo critico Italiano Federico Zeri Dante aveva conoscenze di alchimia, che a quei tempi era vista come magia ed era punibile con la morte.  Non a caso dopo la morte di Dante si sono rubate e poi distrutte tutte le firme col pretesto che fossero pagine maledette di un mago. Per questo motivo non abbiamo oggi una firma di Dante Alighieri. Ma solamente un’opera: l’opera della sua vita. L’opera che lo ha reso un uomo senza età che vivrà e sarà ricordato per tutta la storia dell’umanità.

(al_teer via it.Opinionspost.com)

___
Immagine in alto: celeberrima rappresentazione allegorica di Dante Alighieri e della Divina Commedia – Domenico di Michelino, 1465 (part.). Al centro: edizione della Comedia del 1529. Sotto: Dante e Beatrice contemplano l’Empireo (Paradiso, Canto XXXI), Gustave Doré, 1892. Immagini wikicommons.

1 comment to La Divina Commedia. L’opera senza età

  • Franco Wendler

    “… fatti non foste a viver come bruti
    ma per seguir virtute e canoscenza”.
    Inferno, XXVI, 119-120
    Adoro il “folle volo” di Ulisse.

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  

  

  

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

dicembre: 2017
L M M G V S D
« Nov    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

ARCHIVIO

Dal diario di una piccola comunista

pubblicità google