Kalinak: asilo in Slovacchia per un centinaio di rifugiati cristiani siriani

Robert-Kalinak (foto_vlada.sk)

Il gabinetto di Robert Fico avrà presto sul tavolo una bozza di proposta di accoglimento volontario di migranti dal Mediterraneo, che dovrà in seguito (entro il mese di luglio) presentare alla Commissione europea. Il Ministro degli Interni Robert Kalinak, il cui dipartimento ha messo mano alla bozza, ha detto mercoledì che il governo slovacco intende aiutare a risolvere la crisi migratoria. Volontariamente.

Il progetto è in una fase preliminare, ma già delinea tre possibili livelli di intervento: 1) la Slovacchia aumenterà il numero di persone accolte all’interno del cosiddetto programma di trasferimento umanitario che sta fornendo dal 2008. 2) la Slovacchia aiuterà anche la vicina Austria, che sta affrontando un forte afflusso di migranti. In questo caso, la Slovacchia potrebbe accogliere un certo numero di migranti, forse 500 e a rotazione, in attesa che la loro richiesta di asilo in Austria sia accolta, per poi trasferirsi nel paese vicino. 3) l’esecutivo si concentrerà sul sostegno alle attività delle Ong slovacche per aiutare i cristiani siriani.

Kalinak ha spiegato che il numero di trasferimento umanitari in Slovacchia, che coinvolge in media 300 persone all’anno, quest’anno potrà essere applicato fino a 500 rifugiati. Coloro che potranno ricevere asilo in Slovacchia sono, secondo le parole del ministro, un centinaio di persone, in particolare famiglie siriane di religione cristiana, con bambini piccoli.

Il Primo ministro Fico, che la scorsa settimana a Bruxelles aveva guidato il drappello dei paesi di Visegrad nel ribadire il secco no alle quote obbligatorie, ha detto ieri in Parlamento che la Slovacchia non ha alcuna responsabilità per le crisi umanitarie in atto in Libia, Siria e Iraq, responsabilità che sono da addebitare ad altri paesi, e dunque nessuno ha il diritto di forzarci la mano per prenderci carico di quote di migranti da queste aree in modo vincolante. Siamo pronti a dare una mano, ma solo su base volontaria, ha detto all’aula, e ci opponiamo al fatto che «qualche burocrate scriva il numero di 700, 800 o 900 persone [da mandare in Slovacchia – ndr] delle quali non conosciamo nulla costringendoci ad accettarle». Fico si è detto soddisfatto dell’unità dello spettro politico nazionale quando sono in gioco gli interessi del Paese in importanti questioni internazionali. Il Parlamento aveva infatti rifiutato pochi giorni fa la proposta della Commissione UE di quote obbligatorie praticamente all’unanimità senza i distinguo che spesso attengono le questioni più sensibili.

Nei giorni scorsi Fico che in ogni caso la Slovacchia accetterà solo rifugiati che non siano un pericolo per la sicurezza interna, e sarà il governo a scegliere quanti e da dove, e in ogni caso non accetterà migranti economici, ovvero coloro che fuggono dalla povertà ma non da guerre. Fico si era spinto a dire che il Paese potrebbe anche partecipare a una missione, sempre su base volontaria, per la creazione di aree di sicurezza in Libia, dove potrebbero essere dispiegate truppe per limitare l’afflusso di migranti verso le coste del Mare Mediterraneo. Infine ha suggerito anche la possibilità di aiuti umanitari e finanziari a Italia e Grecia per far fronte all’invasione in corso dal mare.

(Red)

Foto vlada.sk

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