Atene: cosa succederà dopo il refendum?

grecia-euro_(aestheticsofcrisis 30062015 NC-SA)

Il voto di Atene è un punto di svolta. Se vince il “sì” Tsipras potrebbe perdere tutto; se vince il “no” Tsipras potrebbe non guadagnare nulla. Ma a guardare lontano, il “sì” prolungherebbe l’agonia del paese, il “no” affermerebbe che un po’ di democrazia esiste ancora in Europa

Domenica sera dalle urne greche potrebbe uscire un “sì” al referendum indetto dal governo di Alexis Tsipras. Il ministro delle finanze Yanis Varoufakis ha annunciato giovedi che si dimetterebbe; non potrebbe firmare un memorandum – una versione ritoccata di quello su cui si sono rotte le trattative la settimana scorsa – che riporta l’austerità nel paese e non affronta la ristrutturazione del debito. E’ difficile che il governo Tsipras possa sopravvivere; le nuove proposte che verranno da Berlino e Bruxelles saranno fatte apposta per rendere la vita impossibile alla coalizione tra Syriza e Anel; molti deputati non saranno disponibili a votare una resa. Un cambio di governo ad Atene è proprio quello che i poteri europei hanno perseguito in tutti questi mesi; ora sono vicini a riuscirci e useranno ogni strumento per destabilizzare il paese e spingere i greci al “sì”; a quel punto le nuove proposte di Berlino e Bruxelles potranno spianare la strada a un nuovo esecutivo obbediente alla troika.

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Foto aestheticsofcrisis CC-BY-NC-SA 2.0

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