Slovenske Elektrarne: niente visite per Fico a Roma per il momento

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Il Premier slovacco Robert Fico non si è ancora recato a Roma, dove erano previsti tenersi nel mese di giugno incontri con i vertici del gruppo italiano allo scopo di studiare il passaggio di una parte della quota Enel nella società elettrica nazionale Slovenske Elektrarne (SE). Secondo una ipotesi avanzata nei giorni scorsi dal quotidiano Dennik N, la ragione potrebbe essere il fatto che gli slovacchi starebbero aspettando di vedere con i cinesi di CNNC, che hanno mostrato interesse per la quota di maggioranza di Enel (detiene il 66% della società) dopo la scadenza, il 9 maggio scorso, dell’invito del gruppo energetico italiano a far pervenire offerte vincolanti per la partecipazione. La China National Nuclear Corporation è anche il più affidabile tra i soggetti interessati a SE, avendo credito e liquidità a sufficienza. Cose che non si possono dire degli altri offerenti, come il consorzio ungherese MVM-Slovnaft, la società finlandese Fortum e la ceca EPH.

Se e quando ci sarà l’incontro per il momento non si sa, e il governo rimane del tutto abbottonato sulla questione, dopo che aveva annunciato più volte il suo interesse a rafforzare la sua posizione (con il 34% è il socio di minoranza) all’interno del produttore dominante di energia elettrica del Paese. Si pensava di acquistare quanto basta per ottenere la maggioranza (dunque un 17% di azioni in mano a Enel).

Fico ha incontrato in aprile l’ad di Enel Francesco Starace al quale aveva detto bello chiaro che non avrebbe accettato che la maggioranza della società fosse venduta prima della conclusione dei lavori nella centrale nucleare di Mochovce, ragion per cui Enel ha deciso per un comportamento più attendista rispetto al decisionismo dimostrato da Starace a inizio mandato un anno fa. Enel probabilmente pensa di vendere parte delle azioni entro la fine dell’anno (al governo slovacco), e il resto dopo che la centrale è completata, accettando di fatto le responsabilità per la sua costruzione come imposto da Fico.

Proprio Mochovce è una spina nel fianco sia del governo che di Enel, e il progetto di raddoppio (due nuovi reattori) ha subito notevoli ritardi rispetto ai piani ed è stato necessario un notevole incremento del budget necessario, cosa che ha fatto saltare i nervi al Primo ministro che contava da tempo di poter iniziare a incassare gli utili del funzionamento della nuova centrale. Mochovce è anche probabilmente la ragione principale della rinuncia a presentare la sua offerta del gruppo CEZ, la società statale ceca presumibilmente più gradita dal governo di Bratislava, anche in forza dell’ottima collaborazione con il capo dell’esecutivo di Praga, il collega socialdemocratico Sobotka.

(La Redazione)

Foto: Elaboraz. BS

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