Ucraina, le milizie della destra fuori controllo

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Come se non bastassero gli spettri della ripresa della guerra nel Donbass e quelli del default economico, il presidente Petro Poroshenko e il premier Arseni Yatseniuk devono fare i conti anche con le schegge impazzite all’interno dell’Ucraina, ossia con i battaglioni di volontari appartenenti all’area ultranazionalista impossibili da tenere al guinzaglio: da un lato creano scompiglio nei già poco lineari processi militari e politici interni, dall’altro confermano come il problema dell’estremismo di destra non sia una questione secondaria e abbia fatto suonare il campanello d’allarme anche al di fuori del Paese.

A Kiev il tandem alla guida fatica insomma a tenere sotto controllo gli alleati più radicali, sia al governo che in parlamento, ma soprattutto fuori: non tutti i gruppi che combattono nel sudest da oltre un anno sono stati ridotti gli ordini e il lacunoso processo di integrazione con l’Esercito e la Guardia nazionale ha lasciato molto spazio di autonomia a diverse compagnie, entrate spesso e volentieri in conflitto con la catena di comando che fa capo da un lato al ministro della Difesa Stepan Poltorak e dall’altro a quello degli Interni Arseni Avakov.

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Foto sonnnateteria CC-BY 2.0

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