Italia Soccer Camp: a Bratislava questa settimana le selezioni di ragazzini slovacchi

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Si tiene in questi giorni a Bratislava, per la quarta volta, un “soccer camp” per ragazzi promosso da organizzazioni sportive italiane, allo scopo di scoprire giovanissimi talenti tra i ragazzini slovacchi. Mentre in passato l’iniziativa di un ‘junior camp’ veniva dall’A.C. Milan (l’ultima volta con Franco Baresi), ora l’organizzazione ombrello per il campo estivo è di Azzurrissimi, braccio di Assocalciatori. A non cambiare è invece il partner principale dell’evento in Slovacchia, VUB Banka, che questa volta è affiancato da Generali Poisťovna.

Da lunedì 29 giugno si stanno allenando decine di ragazzi tra i 7 e i 14 anni presso il complesso dell’Inter Bratislava (in attesa che il campo Tehelne Pole venga ripristinato) e fino a questo venerdì saranno sotto gli occhi attenti di un team di cinque trainer italiani, guidati dall’ex stella azzurra Totò (Salvatore) Schillaci.  Alla fine della settimana saranno selezionati un paio di ragazzini che saranno invitati in Italia a partecipare a una settimana di perfezionamento presso l’Accademia di Coverciano.

Nei 4 anni di questo soccer camp in Slovacchia, che per la prima volta è organizzato come “campo italiano” e non di club, ben 700 ragazzi slovacchi hanno avuto la chance di correre e tenere palla davanti agli occhi scrutatori di professionisti tricolori che possono dare loro una chance unica nella vita.

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Per presentare il progetto era a Bratislava alcuni giorni fa Paolo Rossi, il bomber del Mundial di Spagna, che è il volto dell’iniziativa anche se non è previsto il suo ingresso in campo. Insieme a lui e ai rappresentanti di VUB Banka e Generali Poisťovna anche Marco Schembri, general manager di Italia Soccer Camp.

Nella conferenza stampa che ha visto una nutrita partecipazione del giornalismo sportivo slovacco, Schembri ha sottolineato come il calcio slovacco stia crescendo, molto e velocemente. «Basta vedere ad esempio i recenti risultati alle qualificazioni per gli Europei della rappresentanza nazionale [che è in testa al gruppo C davanti alla Spagna con quattro incontri ancora da giocare – ndr], ma anche i numerosi giocatori  slovacchi nelle squadre di club europee al vertice».

Paolo Rossi ha esordito dicendo che Bratislava è per lui un ricordo non proprio piacevole, dato che qui in città alla sua ultima visita nel 1978 gli azzurri presero tre reti dalla Cecoslovacchia, per fortuna in amichevole, in una partita dal risultato netto: 0-3. Sono passati 37 anni da allora, con l’Italia che arrivava dal quarto posto ai mondiali di Argentina e la Cecoslovacchia fresca campione d’Europa. Rossi ricorda ancora i nomi dei marcatori: «erano Panenka, Jarusek e … e Masny su rigore». E ha trovato in sala qualche giornalista dai ricordi enciclopedici che si ricordava ancora di quell’incontro.

«Ma torno comunque con piacere qui per fare da apripista a questo soccer camp, perché investire sui ragazzi è la cosa più importante», ha detto Pablito. «In Italia in questo momento non ci sono tanti grandissimi talenti in crescita, e al contrario, il settore tecnico vive un momento straordinario», con diversi nostri allenatori apprezzati che fanno scuola in tutta Europa. «Vediamo se qui in Slovacchia ci sono dei talenti da esportare. A dire il vero siamo un po’ invidiosi della Slovacchia, dato che ci sono diversi giocatori di questo Paese (solo in Italia Hamšik e Kucka) che sono importanti e si fanno notare all’estero. Questo vuol dire che in Slovacchia c’è un settore giovanile che è fertile».

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Lo scopo del camp, ricorda Rossi, è «portare l’esperienza dei nostri tecnici sul campo, nella speranza che possano nascere delle sinergie importanti. E chissà che non si possa trovare tra questi ragazzi un altro Paolo Rossi».

Abbiamo fatto anche noi alcune domande a Paolo Rossi, che trovate in altro spazio, ma abbiamo anche chiesto notizie del progetto a Marco Schembri. Come è nato il Progetto Italia Soccer Camp?

«Dopo aver lavorato con il marchio Milan per molti anni, insieme a Intesa Sanpaolo Group, si è cercato di proseguire un progetto così ambizioso sotto un ombrello più ampio del marchio di un club, attraverso Azzurrissimi, che è un marchio di Assocalciatori, e utilizzando gli ex giocatori più noti del calcio azzurro, da Paolo Rossi a Totò Schillaci e altri. Del resto andare nel mondo come Italia, e non più solo come Milan o altro, dà una maggior visibilità al progetto».

In quali paesi si sviluppa questo progetto?

«Il primo anno saremo in Slovacchia, in Croazia, in Serbia, in Egitto e in Cina, cinque tappe per quest’estate, e selezioneremo 2-3 ragazzi in ogni paese, arrivando a fare un roaster, una squadra completa vera e propria, incluso il portiere. I ragazzi verranno a Coverciano e saranno coinvolti con diverse attività, dal museo alle sedute tecniche fino alle partite e all’educazione giovanile: siamo tra l’altro in contatto con ex arbitri come Pierluigi Collina o Stefano Farina per focalizzare sui valori dello sport».

Il progetto prevede 5 trainer italiani, guidati da Salvatore Schillaci, che saranno a Bratislava per 5 giorni per insegnare le tecniche ai giovanissimi slovacchi, facendo con loro «attività diverse giorno per giorno e dando loro compiti specifici. Alla fine del camp saranno selezionati i due migliori ragazzi che saranno invitati all’Accademia di Coverciano, il centro tecnico nazionale, dove potranno passare altri 5 giorni insieme a ragazzi di tutta Europa per apprendere dai maestri italiani i segreti del calcio». Il camp, riservato ai ragazzi tra i 7 e i 14 anni, si svolge dal 29 giugno al 3 luglio 2015 con la collaborazione di VUB Banka e Generali.

(PS)

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