Al Kabinet di Bratislava le opere dell’artista fiorentino Marco Gerbi

Espone a Bratislava da giovedì 3 luglio con una mostra personale Marco Gerbi, artista di Pontassieve da tempo residente in Slovacchia. I lavori proposti della sua produzione recente appartengono in particolare al ciclo delle Mappe d’Italia, in passato oggetto di mostre in Slovacchia e altri paesi, a cui si aggiungono altri collage più recenti.

L’immaginario di Marco Gerbi è anche in queste opere molto variegato, ed esibisce evidenti legami con la Poesia visiva, corrente sperimentale tipicamente italiana che grazie a vari artisti ed a poeti quali Adriano Spatola e Giulia Niccolai, sostituisce “una comunicazione di tipo pragmatico con una di tipo estetico” (Ballerini) recuperando in tal modo un significato degli oggetti oltre a quello denotativo e referenziale.

gerbi2015_2

Le figure rappresentate da Gerbi subiscono una risignificazione artistica: da oggetti legati al consumo divengono immagini iconiche con una funzione estetica, obbligando il loro fruitore ad interrogarsi sul concetto stesso della loro esistenza.

A volte i quadri sono vere e proprie opere aperte, a volte operette dall’aria ironica. Quando vengono liberate dal loro significato prestabilito, allo spettatore tocca scoprirne le diverse possibilità di vita, il messaggio nascosto, il nuovo contenuto.

marco-gerbi

Gerbi in una lettera a Carlo Palli, della Carlo Palli Collection, così parla delle sue creazioni:

Una parte del lavoro che io considero particolarmente importante, quella che viene prima di iniziare, è la ricerca di materiale da inserire in quel microcosmo finale che è l’opera.

Cerco loghi, parole, immagini, colori che possano dialogare tra di loro.

Considero questo come un mosaico, prima mi procuro le tessere e poi compongo stando attento anche all’effetto cromatico che ottengo.

L’idea delle Mappe d’Italia parte nel 2007, quando un po’ in tutta Europa si comincia a capire la drammaticità dell’emergenza rifiuti.

Da Roma mi viene domandato di partecipare ad una collettiva, che si chiamava “Ti riciclo in arte”, dove ad ogni artista si chiedeva di realizzare un opera con materiali poveri.

Io già lavoravo utilizzando vecchie riviste, ho allargato la scelta anche a quotidiani, bollettini gratuiti di supermercati e giornaletti di quartiere con inserzioni varie.

Il risultato è un opera che si chiama “Dolce vita” che è andata esposta per la prima volta nel 2008 presso la Fonderia delle arti a Roma.

Quel quadro è stato più volte esposto in varie capitali.

gerbi2015_1

Nel catalogo della mostra “Ti riciclo in arte” il curatore Francesco Giulio Farachi scrisse della predetta opera:

Un’Italia pop e mondana immagina Marco Gerbi, con il suo collage di immagini e ritagli, con il sovrapporre e disorientare i punti focali di un’attenzione comunque superficiale, dispersa, condizionata. E’ l’Italia dei consumi e dei simboli di Stato, che inizia a fare i conti con il sopravanzo del benessere, con la frammentazione caotica degli stimoli e quindi anche delle consapevolezze, che si ritrova coperta e nascosta dai prodotti banali del suo quotidiano.         

Sempre Gerbi parla della sua “ossessione” per il Bel Paese:

Vivendo da molti anni all’estero e avendo sempre viaggiato, ho una visione dell’Italia arricchita anche da come ci vedono gli altri popoli, quindi nelle mie Mappe ci sono stereotipi, elementi di un Italia idealizzata e molto altro.

È un’Italia che amo e che osservo con tenera ironia.

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Cosa: Marco Gerbi “SLR (Sopra le righe)”
Vernissage: 2 luglio 2015 ore 19.00 alla presenza dell’autore
Quando: fino al 31 luglio 2015
Dove: Kabinet showroom, Račianska 22/a, Bratislava
Orari: lunedì-venerdi 9:00-18:00
Info: evento Facebook

(BS)

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