Formaggio senza latte: a qualcuno piace finto!

mozzarel-formag-latt_(alessiasmaniotto NC-ND)

Vediamo se finalmente ci decideremo a dare una risposta forte all’UE, dicendo basta alle porcate legislative che invece di fare il bene dell’agroalimentare serio, lo distruggono! Dopo il cioccolato che si può produrre senza il cacao, il vino che si può produrre senza uva, ora è il momento del formaggio che si può produrre senza latte, probabilmente ai cugini d’Europa piace mangiare formaggi finti, fatti con finto latte.

Evitando le troppe facili critiche ad una Unione Europea che ci abbandona su temi di straordinaria importanza umanitaria, non possiamo far finta di nulla anche di fronte all’ennesimo colpo basso ai fondamenti dell’agroalimentare di qualità. La normativa italiana, che dal 1974 proibisce l’uso di succedanei industriali e, di fatto, impone che il formaggio si produca con il latte (toh, ma che cosa strana – nda), è considerata dai legislatori solo un ostacolo allalibera circolazione delle merci”, dato che nel resto dell’Unione europea i “latticini senza latte” (formaggi e soprattutto yogurt) sono ormai la norma: per questo la UE ha aperto una procedura di infrazione contro il nostro paese.

Secondo noi invece è anche grazie a norme come quella italiana che il mondo alla fine ci riconosce un primato nella produzione casearia: non a caso le nostre esportazioni di latticini sono in continuo aumento e questo è un bene per le nostre filiere, la nostra agricoltura e l’economia. È chiaro che se l’Unione continua a legiferare in maniera così maldestra è solo perché si piega alla volontà delle lobby e allo strapotere delle multinazionali, le quali non vedono l’ora di poter competere con i loro prodotti di mediocre qualità e dagli scarsi valori nutrizionali biologici, con straordinari formaggi come i nostri. Sarà un caso se ancora per tanti prodotti non c’è l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza?

Scusate ma i cittadini europei di cosa hanno bisogno? Di formaggi fatti senza il latte o di avere etichette chiare trasparenti che indichino sempre l’origine e la provenienza dei prodotti? Non sapete che gran parte del latte che bevete arriva da Germania, Estonia o Slovacchia, che ormai le mozzarelle si fanno con delle cagliate polacche, nessuno di voi si chiede come facciano gli yogurt a costare così poco?

Piano piano ci stanno facendo mangiare delle schifezze e nel frattempo, per ogni milione di quintale di latte e finto latte importato in più, scompaiono 17 mila mucche italiane e perdono il posto 1.000 occupati in agricoltura.

Grazie Unione Europea, sentivamo veramente un gran bisogno delle tue leggi!

(Gianluigi Veronesi, editore di Degusta.it)

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Foto alessiasmaniotto CC-BY-NC-ND 2.0

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