Atene, dove naufraga la politica europea

grecia_pro-referendum_29062015_(janwellmann 18657816844 CC-BY-NC-SA)

Un accordo reciprocamente vantaggioso tra la Grecia e i suoi creditori sembrava possibile. Invece, si è arrivati alla rottura. Per molte ragioni, ma certo è che la governance dell’Eurozona non funziona. L’unica istituzione europea che in questo periodo ha fatto politica è stata la Bce.

Perché l’accordo era quasi certo

La scorsa settimana si era aperta all’insegna dell’ottimismo. La soluzione all’ormai estenuante trattativa tra il governo greco e le sue controparti europee sembrava essere a un passo. Poi c’è stato il moltiplicarsi dei vertici a Bruxelles fino all’annuncio del referendum chiesto da Alexis Tispras. Adesso è partito, come c’era da aspettarsi, il gioco a identificare il colpevole. Ma forse è più utile fare un passo indietro e capire la posta in gioco e quali fattori possono avere contribuito a questa impasse.

Considerate un’impresa che abbia un livello del debito molto elevato, tale da non poter essere interamente ripagato. L’impresa ha anche un nuovo progetto d’investimento che, se finanziato, genera utili. In questa situazione, potrebbe accadere che gli azionisti si rifiutino di finanziare il nuovo progetto perché gli utili da esso generati andrebbero a beneficio soprattutto dei creditori.

Come si può evitare l’inefficienza che tale fenomeno (detto debt overhang) crea? La risposta che si trova nei manuali è che occorre una rinegoziazione tra creditori e debitori che preveda da un lato la cancellazione (parziale) del debito in cambio del finanziamento del nuovo progetto. Chi guadagna di più dalla rinegoziazione? Dipende dal potere negoziale delle due parti. Ma il vero punto è che la rinegoziazione può essere nell’interesse sia del debitore (che vede il suo debito alleggerito) sia dei creditori (che si possono appropriare di una parte degli utili del nuovo progetto).

Leggi il resto dell’articolo di Fausto Panunzi su Lavoce.info.

Leggi anche:
Fabrizio Onida, Una crisi di liquidità trasformata in Grexit
Angelo Baglioni, Grecia: e ora cosa succede?

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Aggiornamento 30/6/2015 ore 13 circa: secondo molti media il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker ha fatto una ulteriore proposta in estremis alla Grecia, e Tsipras in queste ore la starebbe considerando. Nel caso, il premier greco dovrebbe dare il suo ok in giornata in modo da poter riunire di nuovo l’Eurogruppo per approvare l’intesa.

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Foto: Atene, manifestazione pro-referendum del 29/6/2015
janwellmann CC-BY-NC-SA 2.0

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