Migranti, Fico: a Bruxelles no alle quote, un successo della Slovacchia

Robert-Fico (foto_vlada.gov.sk)

Venerdì al suo ritorno in Slovacchia dopo il Consiglio europeo, il Primo ministro Fico ha informato i giornalisti sull’esito del vertice, dicendo in particolare con riferimento all’immigrazione che le quote obbligatorie sono state scartate. In quello che lui ha definito un dibattito difficile e burrascoso, «abbiamo adottato una soluzione che permette agli Stati membri dell’UE di avere un approccio volontario nei confronti del problema dell’immigrazione. Nessuno ordinerà alla Slovacchia quanti e che tipo di immigrati deve accettare. Condurremo un dialogo con la Commissione europea su base volontaria, e presenteremo il nostro contributo. Sarà una nostra libera decisione, e non un diktat, che non aveva alcun sostegno in Slovacchia, né nell’opinione pubblica né in Parlamento», ha detto Fico. Che non ha mancato di aggiungere che il Gruppo di Visegrad (che include con la Slovacchia anche la Repubblica Ceca, la Polonia e l’Ungheria) «ha orgogliosamente resistito alle pressioni della Commissione» e ha ottenuto ciò che voleva.

Fico ritiene che il no alle quote deciso a Bruxelles sia una notevole vittoria diplomatica della Slovacchia, che ha guidato il V4 (ne ha la presidenza fino al 30 giugno -ndr) in una posizione di NO deciso. Il tutto nella ‘peggiore delle notti di lavoro che ho mai passato a Bruxelles’, ha sottolineato il Premier slovacco parlando alla Radio Slovacca il giorno successivo. C’erano enormi pressioni su di noi, ha detto, «solo perché abbiamo osato dire che non siamo d’accordo con le quote obbligatorie». Ma il problema dei migranti è ancora sul tavolo, e la discussione è destinata a continuare.

In particolare, bisogna affrontare il problema della provenienza di tali ondate migratorie. Magari con la presenza di truppe degli Stati dell’UE sul terreno della Libia, ha detto alla radio, ipotizzando un accordo in questo senso con i rappresentanti ufficiali del governo libico, in modo da creare una zona di sicurezza e fermare il flusso di persone nel Mediterraneo verso l’Europa. E ipotizza anche la disponibilità della Slovacchia ad aiutare Italia e Grecia nella gestione dei centri di accoglienza, magari con aiuti finanziari e umanitari, tra cui medicinali, materiale medico e operatori sanitari.

Il piano slovacco per dare un contributo alla forte pressione migratoria nel Mediterraneo dovrebbe essere pronto nel giro di una settimana, ha detto il Premier domenica alla Tv pubblica RTVS, e sarà successivamente presentato alla Commissione europea. Fico ha detto che lo stato vuole aiutare i rifugiati la cui vita è in pericolo, ma che non costituiscono un rischio per la sicurezza. Slovacchia è in grado di filtrare tali persone, ha detto, perché ha una politica rigorosa in materia di asilo. E non ha intenzione di accettare migranti economici, cioè coloro che vengono in Europa per cercare una vita migliore ma nei loro paesi non rischiano la vita o la libertà.

In oltre 22 anni circa 58.000 persone hanno richiesto asilo in Slovacchia, ma solo 650 lo hanno ottenuto, una media di 30 rifugiati all’anno.

(Red)

Foto vlada.gov.sk

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