Grecia, grexit e altre storie. Tsipras abdica a suo ruolo di leader

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Sul caso “grexit” siamo alle battute finali. L’ultimo colpo di teatro in ordine di tempo è la proposta di un referendum (che dovrebbe tenersi il 5 luglio in Grecia) sul se accettare o no le richieste della comunità europea al popolo greco.

Il merito economico della questione esula da questa riflessione, pertanto niente grafici (che useremo con grande dettaglio nei prossimi approfondimenti), ma solo una pura e semplice riflessione politica.

Quello che sta avvenendo è del tutto inusuale, anche perché di referendum così importanti, per una decisione prettamente economica, indetti e tenuti nel giro di sette giorni, non se ne sono visti tanti nella storia occidentale, c’è anche il dubbio se sia legittimo o meno indirlo in questo modo.

Non stiamo parlando di una guerra o di una secessione, stiamo parlando di scelte economiche e di valuta. Qualcuno parla di austerità ma ci sarebbe da chiedersi con che coraggio si parli di austerità quando il bilancio dello stato è sistematicamente in rosso ogni anno da molti anni. Può mai essere definito austero uno che da sempre spende più di quanto guadagna?

Per qualcuno sì. Per quanto assurda sia questa definizione, assolutamente difforme dal senso stesso delle parole usate, molti media e molte persone usano questo frame narrativo, e con questi bisogna fare i conti.

La riflessione nasce quindi dalla incapacità di assunzione di responsabilità da parte del governo greco.

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Foto EU Council CC-BY-NC-SA

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