Parlamento slovacco: no a quote obbligatorie, accoglienza migranti solo su base volontaria

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Come previsto, il Parlamento slovacco ha respinto l’introduzione di quote obbligatorie per il re insediamento dei richiedenti asilo che oggi risiedono in Italia e Grecia nei diversi paesi dell’Unione europea. Ben 125 parlamentari (su 128 presenti) hanno votato a favore della risoluzione con sostegno bipartisan da tutte le forze politiche, raccomandando al Primo ministro Robert Fico e ai ministri del governo di tenere questa posizione nei consessi internazionali, il primo dei quali è il vertice Ue di Bruxelles al quale Fico partecipa oggi e domani.

Nel documento si esprime una «profonda preoccupazione e rammarico per la tragica situazione dei migranti che arrivano in Europa e che sono ora nel Mediterraneo», e la condanna dell’uso del tema delle migrazioni «per incitare alla violenza, al razzismo e alla xenofobia». Il Parlamento sottolinea la necessità di essere solidali con gli Stati membri dell’UE per affrontare la pressione migratoria (non dicendo come) e spinge per adottare misure al fine di proteggere le frontiere esterne dell’UE.

La Slovacchia non si sottrarrà al suo dovere di affrontare insieme ai partner UE la crisi umanitaria in atto, ma, dice il Parlamento, ogni Paese potrà farlo con una partecipazione su carattere volontario e non con impegni obbligatori decisi da altri (Commissione europea). Il rifiuto di quote obbligatorie è dovuto al fatto, si legge nel documento, che si tratta di «una soluzione non sistematica», mentre quello che serve è un programma strategico e sostenibile che vada ad «eliminare le cause dei flussi migratori in collaborazione con i paesi di origine e di transito». Tra le soluzioni, bisogna agire «sull’eliminazione della povertà e del traffico di esseri umani».

(Red)

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Foto maso notarianni CC-BY-NC-ND 2.0@flickr

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