Ucraina: vogliamo più gas. Slovacchia: chiedi all’UE

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L’operatore di trasporto del gas naturale slovacco Eustream respinge le accuse del governo ucraino di rifiutarsi di aumentare le capacità del flusso inverso di gas verso l’Ucraina, oggi fissata a 14,5 miliardi di metri cubi all’anno. Come spiega Reuters, Kiev, che cerca in ogni modo di affrancarsi dalle forniture di gas russo (mentre la Russia pianifica di tagliare fuori il Paese dal transito del gas verso l’Europa nei prossimi anni, lasciandolo a secco) ha chiesto da tempo di invertire il flusso in uno dei quattro principali gasdotti che portano il gas russo verso l’Europa attraverso il suo territorio, che hanno una capacità superiore del 40% ciascuno.

Eustream, il cui 51% è di proprietà del governo, spiega che non sta a lei decidere, ma la cosa va negoziata a livello multilaterale tra Ucraina, Commissione europea, Gazprom ed Eustream, in quanto tale iniziativa violerebbe i contratti della Slovacchia con Gazprom metterebbe a rischio le spedizioni di gas russo a un certo numero di paesi dell’Unione europea.

Kiev si è rivolta anche alla UE, che era stata coinvolta nel lancio del flusso inverso lo scorso autunno dalla Slovacchia verso est, lamentando che gli accordi con Gazprom violerebbero il diritto comunitario permettendo al gruppo russo di vietare i flussi inversi. Di fatto, al confine slovacco-ucraino è Gazprom stessa che consegna il gas a Eustream, e non la società del gas ucraina come succede in altri paesi.

(Red)

Foto eustream.sk

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