Tangenti nella sanità: il dottor Lipták libero per non aver commesso il fatto

corruzione

Peter Lipták, il medico generico di Bratislava che disse in tv essere del tutto naturale accettare dai pazienti regali e soldi in contanti, si è visto cancellare il procedimento penale aperto sulla sua attività. L’Ufficio del Procuratore speciale ha informato che il pubblico ministero si è riconosciuto nella decisione di un investigatore di fermare l’inchiesta per corruzione perché a suo parere ‘non vi era alcun dubbio’ che il reato di cui era accusato il medico non abbia avuto luogo.

A quanto pare, nonostante l’indagine, nessuno dei pazienti di Lipták ha sporto denuncia alle autorità riguardo a richieste di denaro da parte dei sanitario e l’indagine non ha portato a nessuno che abbia presumibilmente pagato una tangente.

Nel mese di febbraio Lipták, intervistato da TV Markiza in riferimento ai casi di corruzione nella sanità, aveva detto davanti alla telecamera che per lui era del tutto normale prendere soldi e regali più o meno importanti dai propri pazienti, e che in questo modo riceveva entrate per circa 5.000 euro all’anno, spiegandole come un aiuto finanziario che i pazienti gli danno per la sua attività. Lipták dava la colpa del sistema di “doni” (altrimenti dette bustarelle) esistente nella sanità al sottofinanziamento del settore da parte del governo, e alla paura dei pazienti di affidarsi a un sistema sanitario che a volte non è in grado di garantire loro il miglior trattamento possibile. Non c’è dunque da stupirsi se alcuni di loro pagano per avere una assistenza sanitaria di maggior qualità e la giusta attenzione da parte dei medici. E anche se i suoi pazienti non hanno grandi capacità finanziarie, Lipták non si sente in colpa, perché lui di quei soldi ha bisogno, aveva detto a suo tempo alla tv. Una delle sue frasi che era stata ripresa da tutti i media e sottolineata in neretto era “Se qualcuno non ha i soldi, allora ha la sfortuna”, intendendo che se non paghi, non ti resta che affidarti al Signore.

Malgrado il grande rumore fatto da queste dichiarazioni, che lui diceva essere state estrapolate dal contesto, ora che la giustizia lo ha lasciato in pace Lipták dice che il suo caso dimostra che in Slovacchia «nessuno dovrebbe aver paura di dare o ricevere un regalo». Tanto più, ha sottolineato, che gli ambulatori medici hanno la possibilità garantita dalla legge di ricevere donazioni come forma di finanziamento.

Il caso Lipták potrebbe ora divenire un precedente pericoloso nell’area della corruzione nella sanità, e diventerà importante capire in futuro cosa significa tangente, se trattasi di “modalità” o di “entità” della somma richiesta-offerta. C’è il serio rischio che da oggi le pratiche di corruzione assumano nuova linfa per la presunzione dei medici di uscire immuni da eventuali denunce.

Nei mesi scorsi hanno raggiunto le prime pagine due casi di medici di Bratislava. Uno è il noto cardiochirurgo Viliam Fischer, già candidatosi alle elezioni presidenziali del 2014, che ha patteggiato una pena di due anni con la condizionale e una multa di 15.000 euro, per aver ricevuto lo scorso autunno 3.000 euro, oltre a una scatola di cioccolatini e due anatre, dalla famiglia di una paziente per metterla in cima a una lista di attesa per un intervento. La tangente è venuta alla luce solo a causa della denuncia dei famigliari dopo che la loro congiunta è morta in attesa dell’operazione. L’altro è il capo dipartimento di urologia pediatrica nell’Ospedale universitario pediatrico di Bratislava, arrestato per il sospetto di aver ricevuto una bustarella di 500 euro e una bottiglia di liquore.

(La Redazione)

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