Venticinque anni dopo. Rinasce una nuova cortina di ferro

frontier-cortina-ferro_(jimkillock BY-SA)

Appena un quarto di secolo fa i popoli dell’Europa dell’Est si sollevarono contro regimi totalitari pur di abbattere muri e cortine di ferro. Oggi che le coordinate politiche hanno ribattezzato questa regione come Europa centrale, dunque cuore e anima ritrovati del Vecchio Continente, muri e fili spinati rischiano di tornare ai confini, con l’obiettivo di arginare i flussi migratori dall’Africa e dal Medio Oriente.

I progetti sono già sulla carta, nonostante Bruxelles osservi gli affanni con scetticismo: si cercano solo i finanziamenti. Budapest ha in mente di innalzare un muro alto 4 metri lungo i 175 chilometri di confine tra Ungheria e Serbia, limes meridionale verso i Balcani dell’Unione Europea. La stampa l’ha ribattezzato il Muro di Orban e il modello dovrebbe essere proprio il famigerato Muro di Berlino. Sofia ha invece già dato via libera al piano di allargamento della rete di protezione lungo il suo confine con la Turchia: attualmente questa cortina di ferro copre appena 30 chilometri, le autorità bulgare sono convinte che solo l’estensione lungo tutto il perimetro possa arginare l’esodo quotidiano. Continua a leggere su Rassegna Est.

Foto Jim Killock CC-BY-SA 2.0

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