Da Sarajevo a Ventimiglia: i fallimenti dell’UE

ue_(EuropeanParliament_8651727781@flickr_CC)

Il 26 giugno 1995 circa 2.000 persone, tra cui diversi parlamentari europei, si recarono a Cannes per consegnare un documento ai Capi di Stato, riuniti per un Consiglio Europeo. Da 4 anni imperversava la guerra nei Balcani, e da 3 anni la Bosnia ne era stata coinvolta; da qualche mese la sua capitale multietnica, Sarajevo, era tenuta sotto assedio dalle truppe serbe. Il documento, firmato da innumerevoli politici e intellettuali europei (Daniel Cohen-Bendit, Alex Langer, Antonio Tajani, Bernard Kouchner, solo per citarne alcuni) chiedeva ai leader europei di abbandonare l’atteggiamento neutrale incapace di distinguere tra carnefici e vittime, di intervenire a favore di queste ultime, di aprire finalmente alla Bosnia le porte dell’Unione Europea. La frase conclusiva che quell’appello poneva era definitiva, lapidaria: l’Europa muore o rinasce a Sarajevo.

La chiusura della frontiera a Ventimiglia

Perché ricordare oggi quell’appello, al di là del suo anniversario ventennale? Ci sono almeno due buone ragioni: la prima è di carattere geografico, in quanto Cannes non è per nulla lontana dalla Ventimiglia che in questi giorni ha invaso, suo malgrado, i principali media italiani ed europei. La seconda è di carattere politico, in quanto, se la guerra nei Balcani e l’assedio di Sarajevo hanno rappresentato la sfida maggiore degli anni Novanta per l’Europa intesa come attore globale, le guerre nel Medio Oriente e nel Nord Africa e il flusso migratorio conseguente rappresentano la sfida maggiore per l’Europa in questo decennio.

La presenza (più che le immagini) di quelle decine di persone aggrappate agli scogli rossi di Ventimiglia, assieme alle altre centinaia stipate nelle stazioni di mezza Italia, da giorni in attesa della riapertura dei confini (o per meglio dire, della fine dei controlli alle non più esistenti frontiere), dovrebbero obbligare gli Stati dell’Unione Europea a uno sforzo politico, più che umanitario.

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Foto eu_parliament CC-BY-NC-ND

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