Se anche il Financial Times si schiera in difesa del clima

L’editorialista di punta Martin Wolf del quotidiano finanziario della City spiega le ragioni economiche della scelta di campo.

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La bibbia di finanzieri e uomini d’affari in ogni angolo del mondo, il londinese Financial Times, si è appena schierata in favore della lotta contro i cambiamenti climatici. Martin Wolf, una delle firme più autorevoli del quotidiano britannico (ma sarebbe meglio dire internazionale, con un’influenza paragonabile solo a quella del Wall Street Journal, rimanendo ai quotidiani), si è speso in un lungo editoriale per illustrare le ragioni dell’economia verso un impegno globale a favore del clima, di fronte a una platea spesso restia a digerire quelle delle scienze naturali.

«La sfida ambientale – spiega Wolf nel suo Perché l’incertezza climatica giustifica l’azione – è un problema di assicurazione contro l’eventualità di una catastrofe». Sia chiaro che l’incertezza di cui parla il Financial Times non riguarda l’esistenza del riscaldamento globale, o il ruolo dell’attività umana nel suo incedere. Questo è un elemento che viene liquidato come ormai assodato. L’incertezza riguarda, appunto, gli effetti prossimi venturi dei cambiamenti climatici.

Alcuni sono già in azione, come l’aumento di eventi climatici estremi, ma come motteggiava uno dei padri della meccanica quantistica, il fisico danese Niels Bohr, «è duro fare previsioni, soprattutto riguardanti il futuro». Per questo la scienza si muove con margini d’incertezza, ma questo non significa fare finta che il rischio non esista.

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L’articolo sul Financial Times è disponibile solo per gli abbonati. Ma è stato pubblicato in versione integrale (in inglese) da news24.info.

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