MERS: il paziente sudcoreano non è infetto

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Il 38enne sudcoreano trasportato sabato d’urgenza da un hotel di Zilina all’Ospedale universitario di Bratislava non sarebbe affetto dalla Sindrome respiratoria mediorientale (MERS) come era stato ipotizzato in un primo momento. I sospetti dei sanitari non sono stati confermati dai test di laboratorio, ripetuti ieri dopo che già quelli precedenti avevano lasciato appena pochi dubbi. A dare la conferma il portavoce del Ministero della Salute, che ha ricordato che l’uomo, venuto in Slovacchia dalla Corea del Sud pochi giorni fa, è ancora sotto la supervisione dei medici a Bratislava. A far scattare l’allarme era una combinazione di bronchite e disturbi digestivi che l’uomo soffriva, e che ora sono regrediti, insieme a diarrea, febbre e lesioni cutanee. Tutti sintomi compatibili con il virus.

Il paziente lavora per una azienda fornitrice della casa automobilistica Kia, ed era arrivato da Seul il 3 giugno, proprio mentre la Corea del Sud era nel pieno del panico dovuto alla veloce trasmissione del virus in forma epidemica. Dal 20 maggio fino a ieri sono oltre 5.000 le persone messe in quarantena a causa del sospetto di infezione, mentre 16 sono i morti su un totale di 150 casi accertati. Per limitare i danni della diffusione dell’epidemia le autorità coreane hanno preso diverse iniziative tra le quali la chiusura di oltre 2mila scuole di cui venti università.

Secondo il Ministero degli Esteri di Seul, l’uomo non sembra aver avuto contatti con altre persone affette, o aver visitato luoghi dove sono stati riscontrati dei casi di infezione in Corea del Sud. L’hotel in cui dimorava il paziente era stato chiuso e clienti e personale messi in quarantena, ma ora, con l’allarme rientrato, l’albergo sarebbe stato riaperto.

Il virus, simile a quello della SARS (Sindrome respiratoria acuta grave, che è però più letale) è stato diagnosticato per la prima volta in Arabia Saudita nel 2012, e in seguito in altri paesi del Medio Oriente. A portarlo in Sud Corea sarebbe stato un uomo di 68 anni che rientrava da un viaggio in Arabia Saudita. A livello globale sono circa 1.200 persone le persone infettate con MERS, 450 delle quali sono morte. Per il virus, che ha un tasso di mortalità del 35%, non esiste ancora un vaccino. Due ospedali in Sud Corea stanno sperimentando un trattamento di cura tramite l’iniezione di plasma sanguigno di pazienti guiriti.

(La Redazione)

Foto wikimedia

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