Quale futuro per l’Ucraina?

ucraina-donetsk-2015_(nicovendome55 CC-BY-ND)

La prima vittima di una guerra è la verità. È sempre difficile infatti, soprattutto quando il conflitto è in atto, distribuire torti o ragioni, capire circostanze attuali e antecedenti storici. La propaganda, da ambo le parti, fa il resto. I due contendenti – e gli alleati dei due fronti – cercano di tirare acqua al proprio mulino, dimenticandosi che sul terreno le vittime si moltiplicano. Quando poi la guerra assume rilevanza geopolitica, ecco che comprendere la reale portata dei fatti diventa più complicato.

La guerra in Ucraina porta con sé tutti gli ingredienti di un conflitto “globale” i cui attori principali – oltre che i separatisti e il governo legittimo ucraino – sono la Russia, l’Europa e gli Stati Uniti.

Il 10 giugno scorso si è tenuto a Trento un incontro con l’ambasciatore ucraino in Italia Yehven Perelygin, organizzato dal Centro Studi sulla Storia dell’Europa Orientale (CSSEO). Ovviamente, vista la presenza del diplomatico, si capisce subito il taglio filo ucraino della conferenza, che tuttavia ha cercato di stabilire alcuni punti fermi.

Nella sua relazione introduttiva Fernando Orlandi del CSSEO ha sottolineato la situazione di crisi generata dalla guerra e  dal diretto intervento russo oltre i confini della Federazione. Si possono trovare mille giustificazioni, pretesti storici, ma è una realtà che le truppe russe, dopo aver occupato militarmente e poi annesso la Crimea, hanno sconfinato nell’est dell’Ucraina oltre che rifornire di armi pesanti i ribelli filorussi. In questi giorni le ostilità sono riprese su ampia scala con carri armati, lanciarazzi, spostamenti di truppe che fanno presagire una grande offensiva dei separatisti.

L’obiettivo, aggiungiamo noi, potrebbe essere quello di una divisione in due dell’Ucraina oppure addirittura il rovesciamento del governo di Kiev. Ciò che è incontrovertibile riguarda la sovversione delle “regole del gioco” internazionali alla base dell’ordine internazionale dopo il 1989, ma in realtà che sancivano l’equilibrio durante la guerra fredda, almeno dall’invasione della Cecoslovacchia in poi.

Sottolinea Orlandi: “Siamo alle porte dell’anniversario degli accordi di Helsinki in cui si parla di diritti umani. Uno dei pilastri è l’integrità territoriale degli Stati. Non festeggerò l’anniversario. Come l’Unione Sovietica in passato, oggi la Russia ha invaso un altro paese, l’Ucraina, uno Stato della cui integrità territoriale si era fatta garante anche con il Protocollo di Budapest del 1994. In Europa adesso può accadere di tutto”.

L’11 giugno Putin era in visita in Italia. Ovvia la posizione equilibrista del governo italiano che comunque in questa crisi non conta nulla. Putin vede anche l’amico Silvio e tra breve ci sarà una mozione filorussa presentata in Parlamento da Forza Italia. Il Presidente russo ha insistito sull’effetto negativo delle sanzioni sull’economia italiana. La guerra in realtà ha impoverito i russi e distrutto l’economia ucraina. L’interscambio tra Italia e Russia è diminuito di 2/3 miliardi di dollari a causa della depressione economica russa piuttosto che per le sanzioni. Ma ha aumentato, come sempre accade nei regimi autoritari, la popolarità di Putin. Non importa se al 30 giugno la Russia avrà speso l’aumentato bilancio militare dell’intero anno.

Durissimo, come prevedibile, l’intervento dell’ambasciatore. Le sue parole, non importa se esagerate o tendenziose, testimoniano il grado di tensione raggiunto. Quando si rievocano antecedenti storici più o meno lontani è davvero finita. I russi dipingono il governo di Kiev come quello filonazista durante l’occupazione tedesca e l’odierno conflitto come una nuova fase della “grande guerra patriottica” come i russi chiamano la Seconda guerra mondiale. Viceversa gli ucraini.

Perelygin è nettissimo: “L’Ucraina è determinata a finire con il regime imperialistico. È un patrimonio storico. Lenin, Stalin, sono il nostro dolore e tragedia, non sono di origine Ucraina. Odiavano la cultura e le tradizioni ucraine e volevano sradicarle, come Hitler a suo tempo. Il governo ha proclamato leggi che non permettono la propaganda di stalinismo e leninismo e/o razzismo. Il primo imperatore russo era ucraino. La Russia però non ha mai rispettato l’Ucraina”. La Russia non ha mai voluto un Ucraina veramente indipendente. “Negli anni 2004, 2005, 2009 abbiamo avuto la guerra del gas, il cui prezzo variava a seconda della collaborazione o meno con la Russia. Nel 2008 la guerra con la Georgia. Quando la Russia ha capito che l’Ucraina voleva firmare un accordo con l’Europa ha iniziato una propaganda contro l’Europa. Fortunatamente il popolo ha retto a questa pressione e nel febbraio 2014 ha preso decisioni importanti. In conseguenza la Crimea è stata staccata dall’Ucraina e annessa ufficialmente alla Russia”.

Di qui l’attacco diretto all’Ucraina. “La Russia vuole dominare l’Ucraina per rifondare il vecchio impero. Hanno nostalgia. Questo il motivo: costruire il nuovo sistema dell’Unione sovietica. Senza il nostro combattimento, senza i nostri morti (più di 7000 persone), senza questo, non possiamo avere nuove frontiere con la Russia. Tutto dipende dalla nostra capacità di fermare questi aggressori. Questa guerra non è contro la Russia, ma contro un regime composto da un dittatore e da un gruppo di oligarchi. I milionari russi sono arrivati in Italia per proporre progetti. Questo regime noi lo vogliamo combattere”.

Intanto imperversa la guerra. Secondo l’ambasciatore è necessario che vengano rispettati gli accordi di Minsk. Tutti d’accordo, ma intanto sul campo ci sono “10000 soldati russi che si aggiungono ai 42000 “ribelli”, 700 carri armati. La gente non lavora, può fare solo una cosa: combattere. Abbiamo bisogno di sostegno esterno, economico e militare da parte di tutti gli Stati democratici. L’Ucraina vuole la pace”.

Parole simili ma diametralmente opposte ha usato Putin nell’incontro con il Papa. La Russia vuole la pace, peccato che questo fosse uno slogan tipico dell’era sovietica.

L’intervento del professor Michele Brunelli delinea più freddamente la situazione: “L’Ucraina è una nazione che si è trovata in mezzo a due poli di attrazione: Unione sovietica e Europa. Nella storia è stato sempre difficile trovare un equilibrio. Non siamo di fronte a un neonazionalismo russo, ma a un comportamento imperialistico in continuità con il passato”. Dopo la grande carestia del 1932-1933, Stalin ha normalizzato anche con stermini di massa qualsiasi spirito nazionalista ucraino che però restava sotto la cenere della repressione. La controversa cessione della Crimea dalla Russia all’Ucraina, voluta da Krusciov nel 1954, non è servita certo a placare gli animi.

Parlando di Unione europea Brunelli ha affermato: “La UE ha fatto molto poco. Ora si comincia a fare qualcosa. C’è la parte negativa in quanto ha demonizzato Putin, ma è stato un alibi per giustificare una mancanza di politica. Finalmente l’Unione europea fa autocritica. Analizza la situazione sul campo. Vi sono responsabilità mai sanate, molte omissioni e molte cecità. Non abbiamo una politica estera autonoma e unica. Alcuni errori sono stati ammessi nel novembre 2013, ma anche dopo l’annessione della Crimea. A posteriori si è cercato il dialogo per la pace. L’Ucraina ha fatto delle cose per dimostrare di volere la pace: le azioni di disarmo (Kiev ha già proceduto al ritiro delle armi pesanti). Il controllo delle frontiere, ancora assente, resta un problema. Il presidente del Parlamento europeo Schultz assegnava una certa responsabilità al governo ucraino, ma non ha dato dettagli su questo. Guardando la situazione sul campo possiamo solo tenere duro e insistere per raggiungere la pace e far sì che gli accordi di Minsk vengano rispettati”. Lo speriamo tutti.

(Piergiorgio Cattani, via Unimondo.org)

Foto: Donetsk 2015 (nicovendome55)

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  

  

  

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

novembre: 2017
L M M G V S D
« Ott    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

ARCHIVIO

Dal diario di una piccola comunista

pubblicità google