Volontari slovacchi combattono con i separatisti in Ucraina. Il governo pensa a misure

ucraina_slovyansk_(Sasha Maksymenko 14374696699 CC-BY-NC)

Alcuni giorni fa è emerso che alcuni mercenari slovacchi si sarebbero uniti ad altri di provenienza ceca costituendo un plotone di combattimento ceco-slovacco all’interno di una brigata internazionale della cosiddetta Repubblica Popolare di Donetsk, cioè dei territori separatisti nell’Ucraina orientale. L’unità sarebbe composta da 4 cittadini slovacchi e 8 cechi.  Il Ministero degli Esteri slovacco aveva espresso subito preoccupazione e una forte condanna per questo coinvolgimento di persone di cittadinanza slovacca. Questi “avventurieri”, aveva detto il capo dell’ufficio stampa del ministero, Peter Susko, agiscono per proprio conto e iniziativa, e però contribuiscono a destabilizzare ulteriormente la situazione nel Paese vicino, rischiando di minare gli sforzi diplomatici di diverse nazioni per risolvere la controversia tra Ucraina, separatisti e Russia.

Così facendo, concludeva la nota del ministero, questi uomini danneggiano gli interessi slovacchi di politica estera, che sono tesi a una soluzione pacifica della crisi attraverso negoziati diplomatici, già minati da numerose violazioni del cessate il fuoco, dall’uso di armi pesanti che avrebbero dovuto essere ritirate dalla linea di contatto in base agli accordi di Minsk, e dal peggioramento della situazione umanitaria sul territorio in questione.

In seguito anche il ministro Lajcak ha espresso condanna per questo fatto, definendo irresponsabili questi personaggi che portano solo imbarazzo al governo slovacco. Lajcak, insieme al collega Ministro della Giustizia, ha lanciato a questo proposito una iniziativa legislativa per regolare questo tipo di situazioni. Si è infatti scoperto un buco nella legge, che seppure riguarda gli slovacchi che si arruolano in eserciti stranieri regolari, non ha norme per quelli che combattono in gruppi irregolari, ribelli e separatisti, o illegali. Nella riunione di governo di mercoledì 10 giugno si è parlato di questo, e si è deciso di avviare un gruppo di lavoro per stendere una normativa. Al momento, non ci c’è ancora un chiaro indirizzo su come considerare gli atti di questi slovacchi in armi con i separatisti, se si tratti di reato (per questa opzione sarebbe il Ministro degli Interni Kalinak, che avverte di essere presto in grado di identificare i quattro guerriglieri) oppure no, come sarebbe dell’avviso il ministro Lajcak.

Secondo il sito Aktuality.sk, che avrebbe dato per primo la notizia, l’unità ceco-slovacca avrebbe combattuto in febbraio marzo e aprile nella zona di Debaltsevo, per poi essere riposizionata in maggio vicino a Marinka. Il sito it.sputniknews.com riporta che i cechi e gli slovacchi riceverebbero uno stipendio di circa 8.000 grivnie (340 euro), e i cechi, secondo le leggi del loro paese,  per combattere in una formazione armata straniera rischiano una condanna fino a 5 anni di galera.

Qui sotto: un mercenario russo catturato dall’esercito ucraino.

(La Redazione)

Foto Sasha MaksymenkoCC-BY-NC

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