Rifugiati in UE: la mappa ideale di ripartizione

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Nel bel mezzo della discussione europea sulla ripartizione dei rifugiati arrivati dal Mediterraneo, in particolare in Italia e Grecia, che la Commissione europea vorrebbe parzialmente risolvere con quote obbligatorie per gli Stati membri, molti dei quali però stanno alzando un muro rivendicando indipendenza decisionale e particolarità territoriale ed etnica (come la Slovacchia), c’è chi studia come potrebbe essere una ripartizione equa nelle diverse nazioni. Uno studioso dell’Università di Costanza (Svizzera) ha fatto una simulazione prendendo ad esempio il sistema che la Germania utilizza per dislocare i rifugiati sui Laender del suo territorio, basandosi su parametri come popolazione e ricchezza (PIL pro capite).

Con questo calcolo ci sarebbero Paesi che già fanno molto più di quanto dovrebbero nell’accoglimenti di rifugiati e richiedenti asilo (Germania, Svezia, Austria, ma anche – a sorpresa – Ungheria e Bulgaria), mentre altri che tanto strillano dovrebbero, in base ai parametri, fare dieci volte di più. È il caso di Slovacchia e Repubblica Ceca, accompagnate da molti altri Paesi dell’area centro-orientale, baltica e balcanica. Ma anche qui non mancano le sorprese, come Spagna, Portogallo, Gran Bretagna e Irlanda.

Anche l’Italia, in base alla mappa, sarebbe chiamata ad accogliere il doppio di rifugiati rispetto ad oggi. I problemi del nostro Paese sono infatti soprattutto quelli di essere un luogo di transito. I richiedenti asilo non vogliono rimanere in Italia, ma in Europa del Nord. Devono però rimanere da noi fino a quando la loro richiesta non viene accolta.

Vedi la mappa su VoxEurop.eu.

Foto Lusign CC0 

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