Roma, l’arte slovacca al Vittoriano con lo sguardo di tre artisti trentenni

Dal 17 al 30 giugno il Salone Centrale del Complesso del Vittoriano (Ala Brasini) ospita “Artisticamente …”, una mostra che propone tre visioni della Slovacchia e dei suoi abitanti attraverso gli occhi di tre giovani artistiJuraj Kollár, Štefan Papčo e Ján Kekeli – che utilizzano tre mezzi figurativi diversi, pittura, scultura e fotografia. Le loro opere portano a una rivalutazione delle tradizioni e dei generi classici, attraverso una forma grandiosa, visivamente satura, ma nello stesso tempo invitano a riflettere sullo stato delle cose private e pubbliche.

«Mostrare un ritratto della Slovacchia moderna nella storica Roma – dichiara l’Ambasciatore della Repubblica Slovacca Maria Krasnohorska – è stata una grande sfida. In collaborazione con la Galleria Nazionale Slovacca offriamo ai romani, agli italiani e al vasto pubblico internazionale in visita a Roma, una panoramica dell’odierna Slovacchia, nazione moderna con profonde radici storiche che attingono a una ricca tradizione popolare, attraverso l’arte figurativa contemporanea. La Slovacchia vi apparirà come un paese ricco di energia positiva, un luogo dove poter “ricaricare le batterie”. Una natura incontaminata, una cultura poliedrica, tradizioni e innovazioni. La mostra presso il museo del Vittoriano contiene tuttavia anche un importante messaggio simbolico: per gli slovacchi è un ritorno alle origini della propria storia: il monumento a Vittorio Emanuele è il luogo in cui sono nati i moderni rapporti slovacco-italiani. Nel 1918, sulla celebre scalinata dell‘Altare della Patria, il diplomatico, soldato e statista Milan Rastislav Štefanik riceveva dalle mani dei rappresentanti del governo italiano la bandiera militare sotto la quale la legione cecoslovacca andò sul Piave per combattere al fianco dei soldati italiani. Sulle macerie della Prima guerra mondiale, l’Italia fu il primo Stato a riconoscere agli slovacchi e ai cechi il diritto di proclamare la propria repubblica».

Juraj Kollár (1981) ricerca nuovi confini mentali e percettivi della pittura. Lavora con i generi classici: il suo obiettivo non è solo la rivalutazione dell’eredita del passato, ma soprattutto la visione, la percezione soggettiva e le modalità della mediazione della realtà attraverso il manoscritto pittorico. Dipinge le città in cui vive, tuttavia il suo centro di interesse non sono i luoghi offerti al turismo, preferisce i temi del paesaggio urbano, civilizzato, caratterizzato da particolari tratti sociali, spesso apparentemente poco attraente, popolato di un’umanità assente ma della quale percepiamo le tracce. Le sue sono istantanee figurative che sembrano scattate per caso attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica, senza essere messe a fuoco, panorami osservati attraverso pareti di vetrocemento che aprono finestre su nuovi mondi.

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Štefan Papčo (1983) dimostra che anche una concezione classica della scultura che lavora con la materia, il tatto e i materiali, con uno spazio tridimensionale reale e con le forme, arricchito dall’arrivo dei nuovi mezzi di comunicazione, ha un futuro. Il punto di partenza della sua produzione artistica e la passione per l’alpinismo, al quale da anni si dedica attivamente. Dai simboli grafici di celebri percorsi alpini crea delle leggere costruzioni trasparenti. Scolpisce figure in legno di alpini nei bivacchi (alcune sono rappresentazioni di reali protagonisti dell’alpinismo ceco e slovacco), che poi colloca personalmente sulle montagne come speciale tributo alla volontà e al coraggio. Queste sculture vengono esposte a fenomeni meteorologici naturali e riprese da una telecamera in loco e trasmesse on-line sul web e nelle gallerie, dando vita a particolari documentazioni in time lapse.

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Ján Kekeli (1984) è un giovane artista che si dedica alla fotografia di paesaggio, sposta e interpreta l’immagine del paesaggio arricchendola di nuovi elementi. Il ciclo Immagini di paesaggio presenta una rassegna di panorami paesaggistici della Slovacchia con ampi scorci. Si compongono di due parti, separate da una fessura, l’embrione di una visione del mondo sfaccettata, con uno scarto nell’angolo di ripresa che suscita nell’osservatore una sensazione di incertezza. Ai panorami lirici, malinconici, drammatici, si alternano quelli più incentrati sulla società civile. Il fotografo non nasconde la sua capacità di osservare il mondo che lo circonda con occhi creativi, le sue opere sono un impercettibile rapporto sullo stato di un paesaggio che nella sua essenza non è più romantico, ma modificato e contaminato dagli interventi dell’uomo.

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L’inaugurazione si svolgerà martedì 16 giugno 2015 alle ore 18,30 alla presenza dell’Assessore a Roma Produttiva e Città Metropolitana Marta Leonori, di S.E. l’Ambasciatore della Repubblica Slovacca Mária Krasnohorská, del Sottosegretario agli Affari Esteri ed Europei della Repubblica Slovacca Igor Slobodník, del Commissario Nazionale dell’Esposizione Slovacca EXPO MILANO 2015 Martin Polák e della curatrice della mostra Katarína Bajcurová.

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Nelle foto dall’alto: Juraj Kollár, Štefan Papčo, Ján Kekeli

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Cosa: La Slovacchia si presenta… Artisticamente
Quando: dal 17 al 30 giugno 2015
Inaugurazione: martedì 16 giugno 2015, ore 18:30
Dove: Complesso del Vittoriano, Via San Pietro in Carcere, Roma
Orari: tutti i giorni 9:30 alle 19:30
Curatrice: Katarína Bajcurová
Info: +39 06 6780664
Ingresso gratuito
Promotori: MiBACT, Roma Capitale, Expo Milano 2015, Ambasciata della Repubblica Slovacca in Italia, Slovak National Gallery, Regione Lazio, Unioncamere Lazio – Camere di Commercio del Lazio, Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione internazionale, Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali

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