Italia e Slovacchia: Unione economica e monetaria più attenta al sociale

eu-parl_(flickr 13895209403 CC-BY-NC-ND)

“Nei prossimi giorni, avremo un’altra opportunità per migliorare ulteriormente l’economia europea e le vite dei nostri cittadini. I nostri leader sono determinati a discutere i nuovi passi per rafforzare l’Unione Economica e Monetaria quando si incontreranno al Consiglio europeo di fine mese. Come Ministri degli Affari Europei di cinque Paesi guidati da governi socialisti e democratici crediamo in una riforma coraggiosa che rafforzi ulteriormente il funzionamento e la credibilità dell’UEM. Siamo dell’opinione che debba esser fatto di più per mettere al sicuro le economie europee ed il modello sociale europeo”.

Così scrivono i responsabili dei dicasteri degli Affari Europei di cinque governi socialisti e democratici in vista del Consiglio europeo di fine giugno. Miroslav Lajcák, Vice-premier e Min. Affari Esteri ed Europei, Slovacchia. Sottoscrivono il documento: Lubomir Zaorálek, Ministro degli Affari Esteri, Repubblica Ceca; Harlem Désir, Segretario di Stato per gli Affari Europei, Francia; Michael Roth, Ministro Federale per gli Affari Europei, Germania; Sandro Gozi, Sottosegretario di Stato agli Affari Europei, Italia.

“L’Euro – si legge nel documento – è uno dei più grandi successi dell’UE. Condividere la stessa moneta ha portato enormi benefici in termini politici ed economici ai cittadini ed ha aiutato a mitigare gli effetti negativi della crisi finanziaria ed economica globale in Europa. Ciò nonostante, la crisi ha anche rivelato che una moneta comune non è abbastanza. Considerati i ben noti limiti, tuttavia, vogliamo assicurarci che l’Unione Economica e Monetaria funzioni al meglio per il benessere delle persone. Quindi, ci schieriamo a favore di una Unione Economica e Monetaria più equa e più democratica che sostenga la crescita economica e che sia rivolta alle persone“.

“Per poter raggiungere questi obiettivi, – si legge ancora – l’Unione ha bisogno di un pilastro sociale. La crisi e le politiche di austerity hanno colpito severamente la vita di milioni di persone in diversi Paesi europei. Ciò ha mostrato l’urgenza di una vera dimensione sociale dell’Unione Economica e Monetaria che offra soluzioni alle sfide sociali contemporanee, prima fra tutte quella della disoccupazione“.

I responsabili Ue si dicono “convinti che ciò possa essere raggiunto attraverso delle riforme concrete che introducano degli standard sociali minimi, tra cui dei salari minimi accettabili rispetto al livello di sviluppo economico dei singoli Stati Membri. La società viene prima dei mercati, e non viceversa. Vogliamo anche una UEM che incoraggi la crescita economica. La responsabilità fiscale deve essere combinata con delle riforme bilanciate socialmente e degli investimenti tesi ad accelerare la ripresa delle nostre economie. Finanze solide non sono un fine in sé, ma un prerequisito per sistemi sociali robusti. Abbiamo bisogno di una “E” più forte, una vera Unione Economica come componente dell’UEM. In pratica, – sintetizza il documento – ciò significa un maggior coordinamento delle politiche economiche anche per riequilibrare le disuguaglianze tra e nei Paesi dell’UEM. Abbiamo bisogno di assicurarci che l’equilibrio di bilancio non venga prima dell’inclusione sociale o della sostenibilità del welfare. Il nostro obiettivo per l’UEM è la stabilità economica, la coesione sociale e il pieno impiego. Di conseguenza, vogliamo maggiori tutele, per assicurarci che i cittadini non debbano più pagare per gli errori del settore bancario“.

“Vogliamo anche la solidarietà di bilancio con quei Paesi che stanno affrontando una dura congiuntura economica – si aggiunge – che ha portato ad una crescita immediata della disoccupazione. La vera ripresa economica dell’Europa dovrebbe essere un obiettivo comune di tutti, e la giustizia fiscale e sociale dovrebbero essere al centro di questi sforzi. Per combattere l’evasione e l’elusione fiscale, i Paesi dovrebbero dotarsi di uno scambio automatico di informazioni in materia fiscale, scoraggiare la pianificazione fiscale aggressiva e chiudere i paradisi fiscali. Inoltre, dovrebbero essere introdotte e rafforzate anche misure fiscali che assicurino una tassazione equa e redistributiva, che sostengano la transizione ad un’economia più verde, e che limitino la speculazione finanziaria. A tal fine sosteniamo l’introduzione rapida di una Tassa sulle Transazioni Finanziarie“.

“Infine, – si sintetizza – vogliamo una UEM più democratica. È nostra responsabilità ricostruire la fiducia dei cittadini nell’Unione Europea ed assicurarsi che abbiano la possibilità di dire la propria opinione sulle politiche che li investono. La strada da percorrere per far ciò è rinforzare sia il ruolo del Parlamento Europeo che la titolarità degli Stati Membri nel processo decisionale all’interno dell’UEM. Sosteniamo una migliore cooperazione fra il Parlamento Europeo ed i parlamenti nazionali, vogliamo una vera e propria partnership tra i parlamenti dell’Europa”.

Come Ministri per gli Affari Europei di governi socialisti e democratici, “puntiamo a raggiungere questi obiettivi all’interno del quadro legale esistente. Tuttavia, nessuna misura dovrebbe essere off-limits e quindi prenderemo in considerazione tutte le misure possibili necessarie al fine di completare l’UEM nel medio e nel lungo periodo. La nostra visione – viene concluso – è quella di un’unione che sia inclusiva, che promuova un modello sociale solido, che assicuri la sostenibilità economica, e che influenzi positivamente le vite dei cittadini europei”.

(Fonte aise)

Foto EU Parliament 

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