Fico al Cremlino parla di gas, di commercio bilaterale e… di hockey

Fico-Medvedev_(foto vlada.gov.sk)

Il Primo ministro slovacco Fico ha incontrato in una visita ufficiale di due giorni a Mosca, l’1 e il 2 giugno, i funzionari più in alto nella scala gerarchica della Federazione Russa. Il Premier Dmitry Medvedev gli ha fatto notare che se l’Unione europea dovesse estendere le sanzioni contro la Russia nel vertice di questo mese a Bruxelles, Mosca è pronta a rispondere con ulteriori misure di ritorsione. Non è stata la Russia ad avviare le sanzioni, ha detto Medvedev, ma adesso nel pagano il prezzo sia Mosca che i membri dell’UE. Sebbene ci siano paesi contro le sanzioni, Medvedev ha definito le sanzioni una responsabilità collettiva di tutta l’Unione nel suo complesso.

Fico, dal canto suo, ha rivendicato la sua posizione critica come paese sovrano che deve innanzi tutto badare ai propri interessi, ma intende farlo anche nel pieno rispetto «della necessità di preservare l’approccio unitario dell’Unione europea sulla situazione in Ucraina». A questo proposito, Fico ha sottolineato in primis la necessità del rispetto fino in fondo degli accordi di Minsk. Il che aiuterebbe la Slovacchia ad aver mano libera nel sostenere un graduale ritiro delle sanzioni, ha detto Fico.

Il Premier slovacco ha espresso al suo omologo i timori sulle forniture di gas, e sulle forti perdite che ne deriverebbero per il Paese quando, dal 2020, l’Ucraina dovrebbe essere bypassata come Paese di transito per il gas russo. Il progetto Eastring, che Fico ha mostrato a Medvedev, è nato infatti su tali prospettive, collegando le infrastrutture del gas già esistenti tra la Slovacchia, la Romania e la Bulgaria, in modo da poter reindirizzare in Europa il gas proveniente dall’Azerbaijan.

Con la sua visita, Fico ha inteso anche rinsaldare le relazioni commerciali con la Russia, che a seguito delle sanzioni hanno subito un crollo di circa un quinto. La delegazione di imprese che lo hanno accompagnato avrebbe siglato decine di accordi con le controparti russe in materia di cooperazione, in particolare nei settori agricoltura, trasporti, turismo e ricerca.

Con il Presidente russo Valdimir Putin, il Premier slovacco ha invece parlato, tra l’altro, della ferrovia a scartamento largo che dovrebbe attraversare la Slovacchia consentendo ai convogli ferroviari russi di fare scalo a Vienna. Il progetto della ferrovia, ha detto Fico, deve necessariamente passare attraverso uno studio di fattibilità, ma ha voluto assicurare Putin che non ci sono ostacoli da parte slovacca al progetto.

Putin dal canto suo si è sentito di rinfrancare Fico sul fatto che, a dispetto degli annunci, non è ancora stato deciso nulla sul percorso del gas delle forniture Gazprom dopo il 2019. Putin avrebbe chiesto informazioni sulla vendita di azioni della compagnia elettrica Slovenske Elektrarne da parte del socio di maggioranza Enel. Al riguardo, Fico ha detto che il governo cercherà di acquistare una partecipazione di maggioranza, sempre che le condizioni siano alla portata delle sue finanze.

Nei diversi incontri di Fico, con Medvedev, Putin e il capo della Duma Sergey Naryshkin, il Premier slovacco ha anche cercato di promuovere la squadra di hockey di Bratislava, lo Slovan, che oggi non naviga in buone acque dal punto di vista finanziario. Fico ha chiesto ai funzionari russi di emendare il regolamento della Kontinental Hockey League (KHL), per far sì che venga assicurata la presenza continuativa del team slovacco nel maggior campionato europeo (e secondo al mondo).

LA visita di Fico ha prodotto effetti contrastanti in Slovacchia. Al suo ritorno in patria, un gruppo di settanta personalità della cultura e del terzo settore hanno presentato un documento di protesta per la politica del Premier nei confronti dello scomodo vicino orientale. Il documento intende ricordare che quando parla o viaggia all’estero, Fico non è semplicemente il “signor Robert Fico”, cioè una persona che dice quel che pensa, ma è il Primo ministro di un Paese che è membro dell’Unione europea e della Nato. E attacca il Premier per le numerose volte che ha criticato le sanzioni contro Mosca, emesse, si ricorda, in seguito all’annessione della Crimea da parte russa. Robert Fico, conclude il documento, «mostra al mondo una falsa immagine della Slovacchia come vassallo della Russia di Putin». Siamo convinti che «una persona con una mentalità così fissa e immutabile non possa essere il capo di un governo che si impegna a sostenere la politica dell’Unione europea e i valori fondamentali della civiltà europea e atlantica».

(Red)

foto vlada.gov.sk

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