Documentario tv russa, presidente ceco: i russi dicono bugie. Lajcak: Lavrov non sapeva

Bratislava, Agosto 1968 (fotografia Ladislav Bielik)

Anche il Presidente della Repubblica Ceca Milos Zeman ha criticato il documentario andato in onda sulla tv pubblica russa sull’invasione della Cecoslovacchia. Ieri, in visita nella Boemia meridionale, con la sua consueta e spigolosa franchezza ha detto in una conferenza stampa che il programma trasmesso dal canale Rossiya 1 è una menzogna, e che l’invasione è stata un crimine.

Sul documentario, andato in onda il 23 maggio, il Ministro degli Esteri slovacco Miroslav Lajcak aveva fatto domenica dichiarazioni simili, con un tono solo un po’ più pacato. Lajcak aveva detto che il filmato travisa i fatti, passando l’invasione come un atto di difesa del Patto di Varsavia.

Il programma in questione, che riguardava il 60° anniversario della costituzione del Patto di Varsavia e il 25° anniversario della sua dissoluzione, elogiava il ruolo dell’alleanza militare durante l’invasione della Cecoslovacchia nell’agosto del 1968. L’obiettivo dell’azione, secondo Rossiya 1, era quello di difendere il paese da un attacco programmato della Nato, che aveva provocato un colpo di Stato a Praga. Una delle frasi incriminate del documentario dice: “A Praga stava per scoppiare una rivoluzione armata. Da dietro gli angoli si spara ai figli di coloro che liberarono la Cecoslovacchia nel 1945, che si fanno allo stesso tempo chiamare patrioti”.

Il ministro Lajcak ha detto che l’operazione delle forze armate del Patto, incluse quelle sovietiche, era e deve essere chiamata “invasione”, così come i 20 anni successivi rimangono intesi come “occupazione” dei sovietici. Per di più, ha ricordato, proprio poche settimane fa la Slovacchia ha difeso con forza il ruolo dell’Armata Rossa nel liberare l’Europa (e la Slovacchia) dal nazismo 70 anni fa.

Lajcak ha fatto lunedì le sue rimostranze al suo omologo ministro degli Esteri russo Lavrov in una visita ufficiale a Mosca, a seguito del Premier Fico. Ma sembra che Lavrov, che si è detto rammaricato, non fosse a conoscenza del filmato.

L’ambasciatore russo a Praga, Sergej Kiseljov, aveva riferito in precedenza al Ministro degli Esteri Zaoralek che lo aveva convocato, che il film non rifletteva la posizione ufficiale del Cremlino. Il Presidente russo Putin, ha scritto il quotidiano Pravda ieri, durante una visita a Praga nel 2006 aveva accettato la responsabilità morale dell’invasione del 1968, ma non le sue conseguenze legali.

(Red)


Nella foto (dettaglio) uno scatto di Ladislav Bielik, preso a Bratislava il 21 agosto 1968 (© L.Bielik)

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