Analista: l’IVA ridotta sugli alimentari potrebbe limitare lo shopping transfrontaliero

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In una discussione su Tablet.tv tra analisti economici sul dimezzamento dell’IVA sui prodotti alimentari di base – che passerà a gennaio 2016 dal 20% al 10% – si è ammesso che tale iniziativa del governo potrebbe aiutare ad attenuare il fenomeno dello shopping transfrontaliero. Se in effetti i negozi al dettaglio trasferiranno la riduzione sui prezzi finali, andare a comprare gli stessi prodotti in Austria, Repubblica Ceca o Polonia potrebbe non essere più così vantaggioso, ha detto Lubomir Drahovsky dell’agenzia TERNO.

Ma un’IVA più bassa non dovrebbe cambiare significativamente la condizione dei produttori alimentari slovacchi , che dovranno sempre competere con gli alimentari importati e che comunque non supplisce le quantità richieste dal mercato interno.

Allo stesso modo, chi si aspetta di andare a fare acquisti a prezzi più bassi del 10% potrebbe rimanere deluso. Sebbene l’esecutivo di Robert Fico intenda incontrare le catene di rivendita al dettaglio con le quali firmare un memorandum di intesa,il governo dovrebbe fare lo stesso anche con tutta la filiera produttiva e distributiva per vedere davvero una traslazione della minore iva sui prezzi sugli scaffali.

I prodotti indicati nel provvedimento saranno quelli dell’alimentazione di base come carne fresca, latte, burro e pane.

(Fonte Tasr)

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