Bruxelles, sotto esame i sostegni all’energia pulita in Slovacchia

pannelli-solari fotovoltaico

La Commissione europea ha intenzione di ascoltare i produttori slovacchi di energia verde e indagherà sul presunto stop al sostegno a tale settore in Slovacchia. Questo il risultato di un incontro a Bruxelles con i produttori dell’Associazione Slovacca dell’Industria Fotovoltaica (SAPI), il cui direttore Pavel Simon ha detto che la mossa dei distributori di energia elettrica, definita illegale, ha messo a rischio 1200 imprese e 3600 dipendenti. Per la produzione di energia verde sono previsti per legge contributi a sostegno di tale generazione di energia elettrica per un periodo di 15 anni.

I produttori avevano l’obbligo di presentare il loro piano di produzione per il 2015 entro l’agosto scorso all’Ufficio di regolamentazione slovacco URSO, che sulla base dei dati ricevuti avrebbe stabilito i prezzi finali dell’energia elettrica per le famiglie e l’industria. Ma circa 1200 produttori di energia da fonti rinnovabili non hanno rispettato quest’obbligo, secondo URSO. Secondo i produttori gli annunci erano arrivati in ritardo, e così molti dei piani produttivi.

Ora l’associazione, che si è già appellata al Commissario all’Unione energetica, lo slovacco Maros Sefvociv, e al suo collega per l’Azione per il clima Miguel Arias Canete. Ora sta pensando di rivolgersi anche alla Corte Costituzionale slovacca.

(Red)

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