Aumenta traffico giovanissime rom slovacche in Gran Bretagna per matrimoni illegali

rom (foto_Zingaro@fliclr)

Un articolo dell’agenzia internazionale AP ha messo in luce un traffico in Gran Bretagna, che concerne in genere uomini asiatici o africani che sposano giovani e ignare ragazze dell’Europa centroorientale per ottenere con facilità residenza, lavoro o un sussidio sociale Oltremanica.

In particolare, AP racconta di una giovane rom slovacca, Klara Baloghova, arrivata a Manchester (incinta) all’età di 18 anni, per sposare un pakistano 23enne mai visto prima. Lei sapeva bene che il suo nuovo marito non voleva né lei né il suo bambino, bensì una carta di identità europea. Per fare la parte della sposa le era stato promesso un posto dove stare e un po’ di denaro. Pochi giorni dopo fu trasferita a Glasgow, in Scozia, dove era tenuta in casa senza documenti con il futuro sposo, controllata a vista da lui o dal fratello del pakistano. Solo una volta alla settimana poteva uscire, insieme. Mai da sola.

Klara, che ha oggi 22 anni, viene da un poverissimo insediamento rom nell’est della Slovacchia, al confine con Ungheria e Ucraina, un agglomerato di baracche di lamiera in gran parte senza acqua corrente, cubicoli sporchi che danno su vie fangose. Nessuna meraviglia dunque se ragazze come lei in diversi paesi decidono di tentare di migliorare la loro condizione e portare a casa qualche soldo con un finto matrimonio all’estero.

A controllare il traffico è una banda rom locale, che invia le ragazze, che spesso finiscono schiave o sul marciapiede, in combutta con loro complici slovacchi o cechi che vivono in Gran Bretagna e organizzano l’altro lato della filiera criminale. La Scozia, ha detto ad AP l’ambasciatore slovacco a Londra, Miroslav Wlachovsky, è una destinazione piuttosto comune, dato che la legge scozzese permette il matrimonio di minorenni (dai 16 anni) senza necessità del consenso dei genitori. La promessa, dice, è sempre la stessa: un lavoro, un buono stipendio,  e la promessa di una vita migliore. Ma le promesse non includono informazioni sullo scopo finale del viaggio, che viene loro offerto gratis, e in genere le donne ne vengono a conoscenza soltanto a destinazione.

L’essere incinta per le ragazze è considerato un vantaggio. Nel novembre scorso la polizia britannica ha scoperto un pakistano 38enne che aveva pagato ai trafficanti 15.000 sterline (circa 22mila euro) per una ventenne slovacca incinta. In questo caso la ragazza credeva di andare a trovare la sorella, anche lei nel Regno Unito, ma è stata presa all’aeroporto di Luton da un uomo che l’ha reclusa in un appartamento fino al matrimonio.

La cosa non riguarda solo le slovacche, ed è in continuo aumento. La tratta, secondo le autorità britanniche, ha riguardato nel 2013 un numero di sospetti matrimoni fittizi scoperti che è raddoppiato a 45. Ed è destinata a crescere, secondo Europol, a causa di leggi più restrittive sull’immigrazione, per aggirare le quali i matrimoni illegali sono una soluzione veloce, anche se molto costosa per i “clienti”. Purtroppo alle spose spesso non rimane quasi nulla. Anzi, a volte vengono pure rivendute ad altre bande (per diverse migliaia di euro), stuprate da marito e amici, o messe a prostituire. Destinazioni principali di tali finte spose sono Gran Bretagna, Germania, Irlanda e Olanda.

I numeri dei matrimoni illegali sono comunque ancora poco vistosi, se messi in rapporto con i falsi matrimoni tra consenzienti, che proprio in Gran Bretagna sono migliaia all’anno.

(La Redazione, da un articolo di AP)

foto Zingaro@fliclr

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