Grande Guerra: un veggente bavarese predisse tutto

ufficiali-ita-e-franc-tricea-Piave1918_(wiki) grande guerra

Il Primo Conflitto Mondiale, di cui ricorre in questi giorni per l’Italia il centenario dell’entrata in guerra, fu uno spartiacque storico indiscusso e drammatico. Nel 1918 l’Europa si trovò infatti non solo dissanguata, ma anche di fronte ad un mondo irriconoscibile, i cui i valori dell’anteguerra erano stati spazzati via e sostituiti da altri. Cancellata letteralmente un’intera generazione, nonché la fiducia nella scienza come spinta verso il progresso.

Svaniti i quattro imperi europei (tedesco, austroungarico, turco e russo), con i loro rapporti gerarchici vetusti ma stabili, sostituiti da una miriade di Stati piccoli e rissosi, in cui le minoranze oppresse e la maggioranze arroganti, nate dall’applicazione schematica del principio di nazionalità, promettevano nuovi lutti. Sparita pure l’idea che la solidarietà di classe avrebbe impedito le lotte fratricide tra lavoratori, dopo che i socialisti francesi e tedeschi avevano scelto il nazionalismo e, in nome di esso, si erano massacrati. Ma anche annientata la visione di un conflitto sociale risolvibile con le riforme visto che i reduci, lasciate le trincee, avevano trovato un mondo in cui vivere ingrato, mentre le sirene della rivoluzione in Russia cantavano irresistibili. In poche parole la fine ineluttabile di un mondo.

Il veggente i cui scritti furono distrutti dai nazisti

Tutto ciò fu “visto” da un personaggio della fine del ‘700. Di chi parlo? Del semisconosciuto Matthias Stormberger, un contadino nato il 16 settembre del 1753 a Rabenstein, in Baviera. Chi fosse costui con esattezza forse non lo sapremo mai. Di certo i nazisti, nel 1943, bruciarono la quasi totalità dei suoi manoscritti, in quanto contenenti previsioni sull’imminente caduta di Adolf Hitler. Nonostante tutto, alcuni frammenti delle sue profezie sono giunti a noi e, seppur incomplete, davvero inquietanti.

Previsioni sul Primo Conflitto Mondiale

L’allevatore di mucche predisse, con sconcertante precisione, il Primo Conflitto Mondiale: “allorché fosse stata completata la ‘strada di ferro’ sarebbe iniziata una guerra che sarebbe durata due volte due anni”. Vale a dire quattro anni! Ma a quale “strada di ferro” si riferiva? Pare alla ferrovia tra Kalteneck e Deggendorf, proprio dove Matthias viveva, e che fu inaugurata il primo agosto 1914, lo stesso preciso giorno in cui la Germania dichiarava guerra alla Russia. Ma la profezia andò oltre: dopo la grande guerra, e oltre un secolo prima ricordiamolo, previde la “grande depressione” che culminò nella caduta della borsa americana. Difatti, il contadino bavarese affermò che subito dopo il conflitto ci sarebbe stato un periodo in cui il denaro sarebbe stato inutile, mentre con poco oro si sarebbe potuta comprare una fattoria.

Le profezie successive

Ma è nella successiva profezia che Matthias ci sconvolge: affermò che due o tre decenni dopo il primo conflitto ce ne sarebbe stato un peggiore, con tutte le nazioni coinvolte e milioni di caduti civili. Inoltre, “vide” che il fuoco sarebbe precipitato abbondante dall’alto e molte città distrutte. Prefigurò persino una terza guerra, la più subdola. Testualmente leggiamo: “Le nazioni del pianeta dovranno affrontare delle catastrofi, gli occhi spalancati. Coloro che sanno e dicono la grande catastrofe saranno ridotti al silenzio”.

Senza dover ricorrere ai veggenti, cerchiamo di tenerli spalancati, questi benedetti occhi!

(Carla Cace, via FuturoQuotidiano.com)

Foto: ufficiali italiani e francesi in trincea sul Piave, 1918 (wikimedia CC0)

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