HN: multe a Tesco sproporzionate rispetto al rischio per la salute dei consumatori

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Il quotidiano economico slovacco Hospodarske Noviny ha trattato giovedì in un lungo articolo intitolato ‘Absurdistan: la vita vale meno della frutta marcia’ la questione delle pesanti multe comminate alla catena britannica Tesco a seguito delle ispezioni dell’Autorità veterinaria e alimentare. HN mette a confronto i tre milioni di euro di sanzioni a Tesco, in tre occasioni diverse, con le ammende inflitte ad altri soggetti della grande distribuzione che sono molto ma molto più soft.

L’ipermercato Tesco di Spisska Nova Ves (regione di Kosice) ha preso una multa da 1 milione di euro per aver lasciato sugli scaffali alimenti scaduti e in parte avariati, per un valore totale di circa 30 euro. Mentre Baumax, la catena  austriaca del fai-da-te, rischia una multa al massimo di 100.000 euro se sarà giudicata responsabile della morte di un bambino di tre anni ucciso dalla caduta di travi di legno nel centro di Zilina la scorsa settimana, questione ora al vaglio della polizia. Solo nel caso Baumax sia ritenuto colpevole di gravi violazioni delle misure di sicurezza la multa potrebbe raddoppiare a 200.000 euro.

Secondo diversi esperti, multe così alte nel settore della vendita al dettaglio di alimentari sono del tutto ingiustificate se rapportate al rischio reale per la salute dei consumatori. Del resto, in altri paesi le multe per vendita di cibo avariato sono decisamente più basse. In Germania si rischia al massimo fino a 100.000 euro, in Austria e in Gran Bretagna anche meno, fino a 20.000 euro.

Sulla questione Tesco un commento del sito konzervativnyvyber.sk aveva messo in luce la scorsa settimana un possibile interesse del governo a dare una spintarella a Tesco a cedere il passo, proprio nel momento in cui la casa madre sta passando un brutto momento in Patria. L’estensore dell’articolo Milan Krajniak dice di avere fatto un giro per supermercati, e di aver trovato frutta e verdura in pessimo stato un po’ ovunque. E ricorda che un’altra catena straniera, Lidl, aveva ricevuto una multa di qualche decina di migliaia di euro per scontrini errati che avrebbero anche potuto portare l’azienda a frodare l’Iva. Perché Tesco viene sanzionata così duramente?, si chiede l’articolo. Oltre al fatto che Lidl è difesa da un noto studio legale vicino al miliardario Siroky (quello di Vahostav e della squadra di hockey Slovan, tra gli altri), che è considerato un presunto sponsor di Smer, ci sarebbe secondo lui una strategia dietro a questa cattiveria dell’Autorità veterinaria e alimentare slovacca. Le sanzioni milionarie, dice Krajniak con una teoria un po’ cospirativa, sarebbero un incentivo in più per i proprietari della catena Tesco ad andarsene e cedere le loro attività nel Paese. A chi? Il sito ha già la risposta pronta: al gruppo finanziario J & T, che già ha fatto razzia recentemente di una quota non indifferente delle reti distributive al dettaglio in Slovacchia, accaparrandosi i marchi Moja Samoska, Terno e Hypernova. E al quale il Primo ministro ha già dimostrato simpatia con diversi affari, dice, tra appalti milionari (il pedaggio elettronico Myto) e passaggi di grandi quote in società strategiche del settore energetico (SPP, Stredoslovenska energetica / SSE), malgrado il fatto che il Premier abbia dichiarato più volte che lui ama i gruppi finanziari “come la capra ama il coltello” (che la uccide).

(La Redazione)

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