106 candeline per Nicholas Winton, lo Schindler di Praga che salvò 669 bambini

Nicholas Winton

Salvare la vita degli altri (669 bambini ebrei nella Praga occupata) probabilmente gli ha giovato. Sarebbe un bell’esempio di come fare del bene sia anche salutare. Nicholas Winton, cittadino britannico soprannominato lo “Schindler inglese” ha compiuto 106 anni, e con tutta probabilità questo non sarà il suo ultimo compleanno. Organizzò otto treni tra Praga e Londra tra marzo e agosto del 1939 (quando lui aveva 29 anni) per portare i bambini fuori del Paese e farli accogliere da famiglie inglesi, superando enormi difficoltà – burocratiche e finanziarie soprattutto. Ma anche rischiando di essere scoperto e di finire nelle mani delle SS, con tutto quello che ne poteva conseguire, anche per l’origine ebrea della sua famiglia. Lui, impersonificando ai massimi livelli il celeberrimo understatement britannico, sminuisce il suo ruolo e dice di non essere stato un eroe e non essere mai stato in pericolo.

La sua grandezza è dimostrata dall’aver tenuto solo per sé questo segreto per ben cinquant’anni. Solo alla fine degli anni 80 la moglie ha trovato in soffitta un quaderno con i nomi dei bambini e delle famiglie affidatarie. La consegna del quaderno a un giornalista portà al riconoscimento ufficiale dell’opera di Nicholas Winton, la sua nomina a Sir e la visibilità internazionale, che del resto lui non ha mai cercato. Uno dei momenti più emozionanti della “scoperta” di questa sua attività segreta fu quando nel 1988 Winton fu invitato al programma BBC “That’s life” e lì con un effetto sorpresa conobbe i suoi “figli adottivi” che sopravvissero agli orrori dell’Olocausto grazie a lui.

Winton si trovava a Praga quando nell’ottobre del ’38 gli accordi di Monaco concessero i Sudeti alla Germania. Allo scatenarsi, poche settimane dopo, durante la Notte dei Cristalli tra il 9 e il 10 novembre, il pogrom nazista, Winton comprese, prima di molte cancellerie, di quanto stava accadendo e del pericolo corso dagli ebrei, e decise di tentare di salvare almeno i bambini, per mezzo di treni che – ironia – dovevano attraversare nel loro percorso gran parte della Germania prima di sbarcare il loro carico sulla costa.

Il regista slovacco Matej Minac, da tempo residente a Praga, ne fece il soggetto di ben tre medio e lungometraggi, che spesso hanno vinto premi internazionali. L’ultimo, La famiglia di Nicky, che include nella famiglia i suoi 669 salvati, vinse quale miglior documentario al Festival di Montreal nel 2011.

Winton è stato più volte proposto dalla Repubblica Ceca come candidato al Nobel, l’ultima nel 2014 dopo che una petizione in tal senso è stata firmata da 100mila persone. Praga gli ha conferito lo scorso anno una onorificenza dell’Ordine del Leone Bianco. Nel 2009 gli è stato dedicato un monumento alla Stazione centrale di Praga.

La sua filosofia di fare del bene è stata contrapposta alla “banalità del male” descritta da Hannah Arendt al processo ad Eichmann nel 1961, facendo allora scandalo. Come sono esistiti personaggi “banali” che hanno portato male e distruzione al pianeta, allo stesso modo hanno vissuto, anche nel silenzio, persone che hanno fatto del bene in modo naturale e semplice, senza pensarci o autocelebrarsi. La vera banalità dell’eroismo di tutti i giorni.

(LA Redazione)

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