Moody’s: rigore fiscale in UE a rischio downgrade, ma non per la Slovacchia

Moody’s, nel suo report semestrale sullo stato dei debiti sovrani in Europa, recita: «La riduzione dell’esposizione debitoria del sistema finanziario, unita alle strette fiscali di molti Governi può impattare negativamente sulla crescita economia e, di conseguenza, sui rating dei Paesi». È stata proprio questa situazione a indurre Moody’s a tagliare il rating di Grecia, Portogallo, Spagna, Irlanda (i cosiddetti PIGS) e, da ultima, Ungheria. La tripla AAA di Francia, Germania e Inghilterra è invece ancora ben salda, anche se la «distanza dal downgrade per questi Paesi si è ridotta», scrive Moody’s.

Moody’s ricorda che non ci dovrebbero essere timori per un ritorno in negativo del settore del credito, pur non vedendo la ripresa del settore dietro l’angolo. «I recenti report della Bce indicano che le banche, anche nel secondo trimestre 2010, continuano a stringere la cinghia nell’erogazione dei prestiti». Invece la domanda di nuovi prestiti, da parte sia delle famiglie sia delle aziende, ha ripreso a muoversi. Il che, se da un lato è l’indizio di un miglioramento della situazione, dall’altro pone problemi per la distanza ancora esistente tra l’offerta che resta debole e la richiesta che aumenta.
In generale, Moody’ ha calcolato che la riduzione dell’esposizione debitoria delle banche potrebbe sotrarre tra l’1 e l’1,5% di crescita annua del PIL nel prossimo triennio. Un trend che dovrebbe colpire con maggior forza Paesi periferici come Irlanda, Spagna, Grecia, Romania e i Paesi Baltici. Meno in pericolo la Germania, ma anche Francia, Olanda, Austria e Slovacchia.
Nei prossimi 6-9 mesi, insomma, l’azione di questi due elementi avranno un impatto sulla ripresa economica, il che potrebbe significare un rischio downgarde per il rating dei paesi più esposti.

(Fonte Milano Finanza)

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