Spreco alimentare: ridurlo è impossibile

La provocazione: non possiamo e soprattutto non vogliamo ridurre lo spreco alimentare, perché significherebbe ripensare il nostro sistema economico, che vive e cresce su ciò che buttiamo. Compreso Expo.

foodwaste_cibo_rifiuti_(wikipedia) spreco

Perché si parla tanto di spreco alimentare? Perché entro la fine del secolo saremo 10 miliardi di persone, e possiamo riassumere che la quantità di risorse – specie terra e acqua – che servono per coltivare o allevare non basterà più. La mancanza di cibo e acqua, esasperata dagli sconvolgimenti climatici, si teme porterà una guerra globale, oltreché fame e miseria ancora più diffuse di oggi. Quindi si spera in una tecnologia che aumenti la produzione agricola e soprattutto si vaticina uno stop agli sprechi alimentari. Non possiamo più permetterci di buttare via un terzo di quello che – ad alto costo – produciamo.

Quest’ultimo punto sarebbe fondamentale non solo per motivi etici – profondamente etici – ma anche, come emerge dal comunicato finale dell’ignorato vertice dei ministri dell’Agricoltura del G20 conclusosi l’8 maggio a Istanbul, perché gli sprechi hanno “conseguenze negative per la sicurezza alimentare, l’alimentazione, l’utilizzo delle risorse naturali e l’ambiente […], un problema di livello mondiale con notevoli ripercussioni economiche, ambientali e sociali”. Tutto mi trova perfettamente d’accordo tranne un punto, ovvero che le ripercussioni economiche siano negative. O meglio, per chi lo sono?

L’Onu stima che la produzione del cibo che buttiamo ci costa 3,3 miliardi di tonnellate di CO2; 250 miliardi di metri cubi d’acqua; 1,4 miliardi di ettari di terra occupata; e infine 750 miliardi di dollari. Buttati? Ma certo che no: ovviamente questa enorme spesa economica si compensa con il guadagno, perché ciò che buttiamo è stato comprato: quindi è economicamente ok. Tutto un giro di soldi che contribuisce a compiere quello che tutti i governi del mondo ambiscono a raggiungere: dare lavoro, migliorare l’economia, generare ricchezza. Tra l’altro dar loro torto risulta difficile.

Che dunque il direttore generale della Fao, Jose Graziano Da Silva, si affanni a ricordarci che il cibo gettato dai Paesi ricchi ed emergenti basterebbe a sfamare 2 miliardi di persone è un dato di fatto che può dispiacerci un sacco, ma la verità è che nessun governo avrà interesse reale a invertire lo stato delle cose, e infatti nessuno lo fa, a parte qualche meritoria iniziativa privata o qualche vuota iniziativa pubblica.

Prendiamo Expo. Altrove ho già cantato le lodi di un evento che ha già risollevato il destino di Milano (il Ft calcola solo finora una crescita del 0,7% dell’economia locale) e che spero aiuti anche il resto del mio Paese, come sicuramente avverrà, creando ricchezza e occupazione, migliorando la percezione dell’Italia e aumentando il turismo, massimizzando il commercio estero – sprechi o non sprechi – dei prodotti alimentari made in Italy. Per questo ho difeso Expo, perché è una fiera commerciale che ha chiaramente solo obiettivi commerciali, e di questi tempi non è affatto poco.

Come il marketing ha insegnato a tutti noi, poi certo, ci si ammanta della Carta di Milano e di tanti slogan fichi, come “Energia per la vita” o “Nutrire il pianeta”, ma a cui nessuno, tranne le centinaia di persone che hanno protestato pacificamente a Milano lo scorso 1 maggio (cioè nessuno), ovviamente, sa di poter credere e a cui nessuno o molti pochi – diciamo la verità – frega veramente. Quanto spreca Expo? Tantissimo! Lo sappiamo. E perché si permettere di servire il cibo (super-costoso) su piatti di plastica? Perché di queste cose non ce ne può importare meno. Se avevate dubbi, lo dimostrano i dati di un recente studio che ha fatto scandalo negli Usa: i media ignorano le notizie che riguardano la salute del nostro pianeta (qui un grafico).

Ovviamente, la colpa non è solo dei media, che fanno anche loro solo il loro interesse e pubblicano semplicemente ciò che alla gente piace e che quindi fa soldi. Perciò, quando vi ammorbano con lo spreco di cibo, cambiate canale o gettate il giornale. Nessuno ci crede veramente, a nessuno importa, e sarà quel che sarà.

(Michela Dell’Amico, Wired.it)

Foto Petrr CC-BY-SA@wikimedia

1 comment to Spreco alimentare: ridurlo è impossibile

  • Filippo83

    Nessuno ci crede veramente perché sono sempre le solite sciocchezze apocalittiche che Maltus e figli ci propinano da 200 anni, avendo SEMPRE E REGOLARMENTE torto alla prova dei fatti. Non è lo spreco dei paesi ricchi ad uccidere la gente per fame, ma la mancanza di crescita economica e di “buon governo” nei paesi poveri (oltre alle guerre, ça va sans dire).

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