Vendo tutto e vado via!

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“Vendo tutto e vado via” è il souvenir che mi sono portata dietro dal mio ultimo viaggio all’estero alla ricerca di un futuro stabile e concreto. Sono le parole di una graziosa signora sulla settantina, vispa, colta, vivace. Accompagnata da un gruppo d’amici, suoi coetanei.

Si parlava del più e del meno, soprattutto per ingannare il lungo e monotono viaggio per mare. Inevitabilmente ci si è imbattuti, come accade spesso, in una sorta di analisi della politica contemporanea.

Renzi o non Renzi, in queste occasioni, la maggior parte delle volte, ho allungato l’orecchio per captare qualcosa del dibattito. Vuoi per imparare, vuoi per curiosare. Magari anche partecipare. Alla fine ne cavo sempre idee interessanti. Come è successo in questo caso.

Il pensiero generale è quello di un’Italia che si sta sgretolando sotto i nostri piedi. Non c’è lavoro, non c’è futuro. Sembrano essere diventati dei luoghi comuni ormai. Frasi fatte da usare all’occorrenza, quasi a volersi giustificare.

L’immagine ce l’abbiamo tutti stampata bene in testa. Una valigia. Un aeroporto. Una lingua straniera masticata più o meno bene. Ed un giovane, uomo o donna che sia. Una decisione presa quasi come nel programma di Fazio e Saviano: resto perché, parto perché.

È raro che si decida di restare nel proprio Paese. Non ci sono grandi speranze (non per citare Charles Dickens). Per questo cercare futuro all’estero è una strada percorsa da molti. Sempre di più negli ultimi anni. L’ultima spiaggia.

La novità è sentire che neppure i più grandi se la sentono di restare qui in Italia. La voce della signora in viaggio è solo una delle tante. Vendere tutto che nel corso della propria esistenza si è acquistato e conquistato, con sacrifici e fatica, è una pratica sempre più diffusa.

Le tasse. Le pensioni sui mille euro, se va bene. La precarietà della vita. Il costo dei beni. L’impossibilità di godere tranquillità del proprio gruzzoletto. Una nazione che fa acqua da tutte le parti. Una politica instabile, eppure immobile. E chi più ne ha, più ne metta.

Le motivazioni che potrebbe elencare chi decide di partire, non alla ricerca di fortuna, ma di pace, sono davvero tante. L’Italia ha assunto le fattezze di una sorta di isola felice solo ed esclusivamente per i turisti, per un soggiorno mordi e fuggi insomma.

Vivere qui non è più possibile neppure per chi economicamente, finora, non ha avuto problemi. Invece all’estero ci sono sussidi, ci sono sicurezze che l’Italia non riesce più a garantire da diversi anni.

Negli occhi di quella donna mi è parsa di vedere la stessa voglia di certezze che intravedo nello sguardo dei giovani italiani. In fondo sono mossi da un unico desiderio. Sono affranti da una stessa constatazione. La delusione del proprio Paese.

Partire o restare? Evidentemente l’Italia non è più neanche un Paese per vecchi…

(Valentina De Luca, http://it.Opinionspost.com)

Foto rogeryosantosdias CC0

2 comments to Vendo tutto e vado via!

  • Roberto Lavaselli

    Un pensionato italiano (Euro 1.200,oo mensili netti) , puo’ vivere in Slovacchia? E’ difficile inseririsi nella Vostra Nazione? Distitnit daluti.

  • Salvatore Ilardo

    Ieri sera , venerdì 15 maggio , ho assistito ad un comizio elettorale per il rinnovo dell’amministrazione comunale di un piccolo paese in Sicilia . A concorrere vi è soltanto una lista elettorale , con un solo candidato sindaco. Tutti gli interventi della serata sono stati rivolti soprattutto a sensibilizzare le persone ad andare a votare , per raggiungere il quorum , al fine di evitare il commissariamento del Comune. Ciò fa molto riflettere sull’indice di partecipazione e di coinvolgimento della gente alle vicende politiche della propria città e più in generale del nostro Paese. Mi rifiuto di accettare quella sorta di fatalismo che caratterizza molti di noi sulla ineluttabilità di certi fatti , quasi di un destino a cui non ci possiamo sottrarre . Siamo noi a determinare il nostro presente e il nostro futuro , naturalmente impegnandoci quotidianamente , per contrastare conformismi e o piccoli opportunismi. Lo so che in questo momento , vi è un dilagante e non meno preoccupante conformismo a favore del leader del momento . E a dirlo non è certo un rivoluzionario , ma un certo Enrico Letta , ex Presidente del Consiglio . Cerchiamo di essere un po’ più critici verso noi stessi e non pensiamo che appena fuori porta vi è l’Eldorado.
    Salvatore Ilardo , Cefalù

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