UE: ecco la nuova Agenda sull’Immigrazione

immigr_(UNHCR Photo Unit 10423516384 CC-BY-NC)

L’immigrazione è responsabilità condivisa di tutti gli Stati membri e tutti gli Stati membri sono chiamati ora a raccogliere questa sfida storica”: così Federica Mogherini commenta la nuova Agenda europea sull’immigrazione, presentata ieri dalla Commissione europea. Un ottimo lavoro di quadra dell’Alto Rappresentante Mogherini, il vicepresidente F. Timmermans e il Commissario per l’immigrazione Avramopoulos, una vera e propria svolta nel segno di una maggiore solidarietà e responsabilità condivisa rispetto a quelle che sembravano le premesse emerse dal Consiglio europeo del 23 Aprile.

La nuova Agenda

Si tratta di un programma ambizioso con strategie a breve e lungo tempo basato su quattro pilastri: ridurre gli incentivi all’immigrazione irregolare, aumentare la sicurezza delle frontiere esterne europee, realizzare un sistema europeo comune di asilo efficace, elaborare una nuova politica migratoria legale. L’obiettivo è quello di cambiare l’approccio al problema dell’immigrazione, riconoscere la dimensione europea del fenomeno e la necessità di interventi strutturali oltre le soluzioni meramente emergenziali.

Innanzitutto si triplicano i fondi alla missione Triton: dovrà svolgere non solo un ruolo centrale nel rimpatrio ma anche e soprattutto nelle operazioni di salvataggio di vite umane, compito non sempre altrettanto potenziato fino ad ora. Triton e Europol dovranno poi collaborare per smantellare la rete di trafficanti: già lunedì nel Consiglio dei Ministri degli Esteri si discuterà in merito all’adozione di provvedimenti di sicurezza e difesa. Federica Mogherini ha però sciolto ogni dubbio: non ci saranno interventi a terra in Libia ma operazioni di intelligence mirata, per colpire le navi sospette, cercando di non compromettere la vita dei migranti. Si è anche sottolineata la necessità di coordinare meglio il controllo alle frontiere esterne e non è esclusa la formazione di una guardia costiera europea, finanziata con mezzi e risorse di tutti gli Stati.

Reinsediamento e nodo quote

Ma i punti più importanti e più discussi dell’Agenda sono quelli che riguardano le questioni del ricollocamento e del reinsediamento dei migranti. Entro fine anno sarà approvato un piano per mettere in atto il cosiddetto sistema di risposta di emergenza, previsto all’articolo 78 TFUE ma fino ad ora mai stato attivato: si cercherà di stabilire delle quote di migranti con diritto di asilo per ciascun Paese membro in base a criteri come PIL, popolazione, tasso di disoccupazione, numero di rifugiati già a carico dello Stato. La Commissione Juncker ha deciso di chiamare gli Stati ad una responsabilità condivisa ma, com’era prevedibile, non tutti sembrano d’accordo: il Regno Unito potrà beneficiare della clausola opt-out e non far parte della distribuzione delle quote e Ungheria, Polonia, Lituania, Slovacchia e Repubblica Ceca già si sono schierati contro a una politica di redistribuzione. Continua a leggere

Foto UNHCR Photo Unit CC-BY-NC 2.0

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