Fico: maggioranza in Slovenske Elektrarne, la pagheremo con la tassa sulle banche

governo slovacco

La questione Slovenske Elektrarne (SE) ha scaldato gli animi questa settimana, dopo che Robert Fico ha riconfermato alla radio l’intenzione del governo di acquisire la maggioranza della società, passando dall’attuale 34% al 51%, e assumerne il controllo manageriale. Questa operazione è una delle priorità del governo in questo momento, ha detto il premier. Fico ha minacciato il socio di maggioranza Enel, che ha messo in vendita la sua partecipazione del 66%, di ostacolare attivamente la vendita se non ottiene prima garanzie sul completamento del terzo e quarto blocco della centrale nucleare di Mochovce. Dopo un incontro con il capo dell’esecutivo slovacco alcuni giorni fa, il ceo di Enel Starace aveva affermato che Enel vuole completare Mochovce. Colloqui tra i due soci dell’azienda si terranno a Roma in giugno per definire l’offerta del governo per la quota di suo interesse.

Ma se nei giorni scorsi si era detto che l’esecutivo avrebbe inteso pagare il pacchetto di azioni (secondo Fico basterebbe il 17%) con il ricavo della vendita del 49% di Slovak Telekom, operazione che si sta svolgendo in queste settimane e che vale almeno 750 milioni, sabato il Primo ministro non ha escluso che il denaro potrebbe arrivare dal fondo creato con le entrate della tassa speciale sulle banche – creato in origine per risolvere eventuali crisi nel settore bancario.

Idea giudicata infelice da diversi membri dell’opposizione – i deputati Kollar e Miskov hanno addirittura annunciato di volersi rivolgere alla BCE per evitare questo uso improprio di fondi, «mettendo a rischio i depositi bancari delle persone» già poco protetti – e poi rigettata ieri anche dal Ministro delle Finanze Peter Kazimir che ha cercato di tranquillizzare sulla destinazione di tali risorse solo per lo scopo per cui sono state create,

Ma critiche arrivano anche all’idea dell’esecutivo di acquistare una ulteriore partecipazione del 17% in Slovenske Elektrarne. Se Most-Hid lamenta che il piano di Fico è irrealistico e potrebbe danneggiare l’azienda elettrica se Enel diventasse socio di minoranza (con il 49%) e fosse pure costretto a finire Mochovce. A quel punto, le azioni di Enel non le vorrebbe più nessuno, e la Slovacchia perderebbe un potenziale investitore in grado di gestire il settore nazionale dell’energia elettrica a lungo termine.

Di tutt’altro avviso invece il commento di Andrej Danko, leader del Partito Nazionale Slovacco (oggi senza seggi in Parlamento ma recentemente riaffacciatosi sulla scena politica dopo l’epurazione del padre-padrone Jan Slota), secondo il quale il governo dovrebbe invece cercare di acquistare l’intera quota in mano al gruppo italiano. Danko, possibile futuro partner di coalizione del partito Smer tra un anno, ha detto che non c’è da preoccuparsi di dove trovare i fondi. Poche settimane fa la Slovacchia ha emesso titoli di Stato per 1,5 miliardi, ma il mercato era pronto a comprarne quasi quattro volte tanto (le richieste sono arrivate a 5,5 miliardi). Con un uso attento del denaro il governo potrebbe aver risolto il problema Elektrarne (con una ri-nazionalizzazione). Danko ha anche condannato la vendita di Slovak Telekom. L’esecutivo si attende fino a 1 miliardo di euro dalla vendita, ma farebbe meglio a spingere il socio di maggioranza Deutsche Telekom a sbloccare il pagamento degli utili, una questione sulla quale ha il Paese ha perso centinaia di milioni di euro.

(Red)

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  

  

  

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

novembre: 2017
L M M G V S D
« Ott    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

ARCHIVIO

Dal diario di una piccola comunista

pubblicità google