Nuova Legge sulla famiglia aumenta la protezione dei bambini, anche di quelli sottratti

bambini  infanzia (foto_vermininc@flickr)

Il governo slovacco ha approvato recentemente un emendamento che ha lo scopo di migliorare la sicurezza e la sicurezza dei bambini in un ambiente famigliare stabile, fattore quest’ultimo che prevede una composizione classica della famiglia, con una madre e un padre. La modifica legislativa elaborata dal Ministero della Giustizia intende aggiornare la legge del 2005 con modifiche che vallo a colmare le lacune emerse e che tengono conto delle discussioni con uffici del lavoro, giudici, l’Ufficio del Procuratore generale e il Terzo settore. Come esempio per il nuovo testo sono state prese le legislazione esistenti in Austria e Germania.

La Legge sulla Famiglia approvata dall’esecutivo, che è il frutto di un accordo dello scorso anno tra il partito di governo Smer-SD e i cristiano-democratici (KDH) all’opposizione, prende a cuore soprattutto i diritti dei bambini in termini di tutela della salute, della vita e dell’uguaglianza dei genitori, e include il principio che un ambiente famigliare stabile con padre e madre è quello più adatto lo sviluppo di un bambino.

Il provvedimento inoltre aumenta la protezione dei bambini dalla violenza domestica, non solo se diretta al minore ma anche a persone vicine al bambino. E nelle mani dei tribunali saranno ora nuovi strumenti per dirimere i casi in cui un minore diventa ostaggio di uno dei genitori.

Se oggi una madre necessita dell’accordo con il coniuge solo per andare fuori dai confini nazionali con il figlio minore, mentre nessun permesso è necessario per uno spostamento all’interno del Paese, con il nuovo emendamento sarà necessario sempre il consenso del padre, tranne quando il trasferimento è limitato ad un distretto contiguo a quello di residenza. In futuro potrà essere anche possibile la custodia alternata del minore tra i due genitori, anche se uno dei due non vive in Slovacchia ma in un altro Paese dell’UE.

Si cerca così di porre rimedio ai casi di sottrazione di minori, quando uno dei genitori ‘rapisce‘ il figlio riportandolo in patria e impedendo all’altro di vederlo, una situazione che in Slovacchia è particolarmente grave e a causa della quale il Paese ha perso diversi casi presso la Corte europea dei diritti dell’uomo. La nuova direttiva consente ora al giudice di accorciare i tempi del procedimento per rispedire il bambino sottratto nel Paese di residenza. Secondo il gruppo di lavoro che ha stilato il provvedimento, la Convenzione dell’Aia sugli Aspetti civili delle sottrazioni internazionali di minori prevede di ritornare il bambino al paese di residenza entro sei settimane.

(Fonte Tasr, Red)

Foto vermininc CC-BY-NC-SA 2.0

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