Il DIARIO di Michaela Sebokova entra nel catalogo della biblioteca universitaria di Padova

Il prof. Alessandro Catalano introduce la lezione

Il prof. Alessandro Catalano introduce la lezione

L’aula F di Palazzo Maldura a Padova, sede dell’Università di Padova, lo scorso 21 aprile ha dato luogo alla lezione della dott.ssa Stefania Mella “Dal diario di una piccola comunista: la ricostruzione della vicenda umana nella Cecoslovacchia di Husák“, nell’ambito del seminario Letterature al centro dell’Europa: Seminario di letteratura ceca, slovacca e ungherese. Secondo la dott.ssa Mella questo romanzo «sintetizza la mera quotidianità, l’essenza dell’esistenza della gente comune negli anni del regime comunista cecoslovacco. Di quelle persone semplici che non si personificano negli archetipi dell’eroe, che non hanno concorso a delineare direttamente il corso della “grande storia”, nonostante proprio l’amalgama delle loro micro-esistenze abbia lasciato una significativa impronta indelebile nella “grande storia”, dilatandosi sulla macroesistenza del regime comunista».

La lezione è iniziata soffermandosi sulla impossibilità di “ingabbiare” le lingue bloccando il loro sviluppo tempo-spaziale e storico-burocratico, di cui dimostrazione è anche il cognome della stessa scrittrice: un misto di caratteri appartenenti a due lingue ben diverse come lo slovacco e l’ungherese, per testimoniare ancora una volta che la compenetrazione linguistica esiste e che bisogna considerarla un arricchimento, non un impoverimento delle lingue in questione.

La docente ha parlato degli inizi letterari della scrittrice, strettamente collegati al Concorso Letterario Nazionale Lingua Madre, un concorso che dà voce alle donne straniere residenti in Italia che scrivono in italiano e vogliono approfondire il tema dell’identità e delle radici. Nell’antologia di racconti Lingua Madre Duemilaundici è apparso il racconto di Michaela Una ragazza dell’est, e poi nel Duemiladodici il racconto Il profumo della domenica, vincitore del Premio Speciale SlowFood-Terra Madre. Sono stati citati alcuni pezzi di entrambi i racconti.

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La scelta di una lingua straniera come lingua di espressione per le proprie opere letterarie colloca la scrittrice tra gli altri autori di “letteratura della migrazione” o “scrittura migrante” dove hanno una posizione già ben salda i nomi, ad esempio, del ceco Milan Kundera (che scrive in francese), dell’ungherese Ágota Kristóf (naturalizzata svizzera, debutto in francese) con la quale Sebokova ha in comune anche il debutto letterario solo dopo aver lasciato il proprio paese d’origine, e in Italia la slovacca Jarmila Očkayová (scrisse prima in slovacco, poi decise di continuare in italiano).

Stefania Mella ha messo in evidenza che il modello narrativo scelto dalla scrittrice per il Diario può essere definito con il termine autofiction, cioè un romanzo intrecciato tra autobiografia e finzione, dove la microstoria in parte immaginaria e romanzesca è basata sui fatti e sulle realtà della macrostoria. Infatti nel nostro romanzo Alžbeta, un’undicenne molto attenta ai dettagli e desiderosa di diventare una brava pioniera, racconta la storia della sua famiglia nell’arco di tempo che va dall’agosto 1986 al dicembre 1987: attraverso gli occhi e le osservazioni di questa bambina si svelano tantissimi dettagli della vita quotidiana nella Cecoslovacchia nel periodo di normalizzazione quando Gustav Husák fu il presidente della Repubblica. Forse la maggior attenzione dello stato socialista fu dedicata proprio ai bambini, ovvero a coloro che sarebbero diventati nuove leve. L’educazione scolastica e poi il dopo scuola, quest’ultimo gestito quasi interamente dall’Organizzazione dei Pioneri, miravano a formare i giovani in conformità all’insegnamento del Partito Socialista, esponendoli continuamente alle attività “pedagogiche” e “ricreative” anche fuori dall’orario scolastico.

La continua lotta della protagonista per migliorare se stessa e il mondo intorno a lei va a finire in un vicolo cieco quando Alžbeta si rende conto che il Partito è gestito da persone che in primis non considerano importanti gli stessi valori che loro stessi insegnano ai ragazzi.

Citando ancora la dott.ssa Mella, Dal diario di una piccola comunista è dunque «un romanzo in cui Michaela Šebőková proietta la parabola della crescita personale della protagonista, tutt’altro che avulsa dal contesto sociale e politico, e sullo sfondo di tale processo di maturazione si annidano minuziosi dettagli della vita della sua famiglia, andando quindi a formare una prosa documentale della realtà d’allora, oltre che delle tradizioni culturali e culinarie slovacche, come ha fatto notare anche la giornalista Paola Pastacaldi nella sua recensione del volume. Figura centrale del romanzo non è dunque unicamente Alžbeta con il suo percorso di crescita personale; protagonista dell’opera è anche un intero mondo, quello della regione slovacca durante il regime comunista, con la sua cultura e la sua cucina, strettamente legate alla realtà ungherese. È, perché no, una sorta di piccola guida sulle tradizioni slovacche rivisitata in chiave comunista».

L'autrice con la dott.ssa Stefania Mella

L’autrice con la dott.ssa Stefania Mella

Dopo la lettura di alcune parti significative del romanzo (a cura della scrittrice) la docente ha proseguito con l’analisi della letteratura cecoslovacca degli anni Settanta e Ottanta, soffermandosi sul genere samizdat, letteratura clandestina e diffusa tramite fogli riprodotti con la carta carbone o ciclostilati. Ha proseguito poi con la letteratura post comunista, prestando maggior attenzione al nome di Irena Dousková, scrittrice ceca che ha scelto anche lei come protagonista del suo romanzo ambientato nella Cecoslovacchia di Husák una bambina le cui vicende possiamo seguire in una libera trilogia: in Hrdý Budžes la protagonista ha otto anni, in Oněgin byl Rusák frequenta il liceo e Darda si svolge già negli anni della democrazia.

Dopo la lezione è seguito un vivace dialogo con la scrittrice focalizzato sull’eventuale seguito del romanzo, sulla scrittura in italiano e sull’arricchimento linguistico, culturale e culinario della Slovacchia grazie alle continue influenze esterne, come quella ungherese nella zona sud del paese.

Il romanzo Dal diario di una piccola comunista verrà prossimamente acquisito dalla Biblioteca universitaria.
In Italia è distribuito da La Feltrinelli.

(La Redazione)

Foto M.Sebokova

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