Poco entusiasmo sul Referendum, nemmeno di chi l’ha proposto

Il Ministro degli Interni Daniel Lipsic (KDH) ha presentato la Commissione centrale per il referendum in conferenza stampa oggi. La Commissione terrà oggi la sua prima sessione, e sarà composta da un rappresentante di ogni gruppo parlamentare, più un supplente, oltre a rappresentanti del comitato promotore. Il referendum, indetto dal Presidente della Repubblica Slovacca Ivan Gasparovic sulla petizione accompagnata da più di 368.000 firme, avrà un costo stimato di 7,2 milioni di euro. Il presidente dell’Ufficio di Statistica Ludmila Benkovicova, pure presente alla conferenza, ha detto che il suo ufficio incaricherà 708 persone per elaborare i risultati del referendum con 453 computer e 120 stampanti, e si aspetta l’esito ufficiale per la mezzanotte del giorno 18 Settembre stesso.

Ma oggi, dopo polemiche sul costo e sulla sua utilità – dato che fra l’altro alcune delle questioni oggetto di referendum sono state proposte dal Governo come emendamenti indipendenti – la consultazione popolare sembra aver perso di interesse. Il partito Libertà e Solidarietà (SaS) non vuole avere più che tanto a che fare con il referendum pur dopo averlo avviato mesi fa, e non ha intenzione di fornire un aiuto concreto nella fase di preparazione alla consultazione, scrive dice il giornale Pravda. Gli altri partiti della coalizione, (SDKU-DS, i democristiani di KDH, e Most-Hid) non hanno intenzione di spendere denaro a sostegno del referendum, che avrà luogo il 18 Settembre. Il massimo che sono disposti a fare è incoraggiare la gente a esprimere un’opinione partecipando.

Il presidente di SaS Richard Sulik non ha ancora rinunciato, comunque, e vuole discutere ulteriormente la questione. «Abbiamo ancora intenzione di parlare di sostegno», ha detto rispondendo alla domanda se gli altri partiti si uniranno alla campagna referendaria.

Il membro del presidio SDKU Jozef Mikus ha dichiarato che il suo partito non darà molta attenzione alla votazione, ricordando che il Premier e vicepresidente di SDKU Iveta Radicova ha definito il referendum uno spreco di denaro.

Il capo del gruppo parlamentare Most-Hid, Laszlo Solymos, ha detto che il referendum è affare di SaS, che l’ha usato come strumento di campagna elettorale.

Pavol Abrhan di KDH ha notato che alcuni dei temi affrontati nel referendum sono stati anche inclusi nel Manifesto del Governo.

SaS prevederebbe di spendere circa 130.000 euro nella campagna. I quesiti referendari riguardano: l’abolizione del canone radiotelevisivo, la riduzione dell’immunità parlamentare, la riduzione del numero dei parlamentari da 150 a 100, un tetto massimo per l’acquisto di auto blu del Governo, il voto via internet, la soppressione del diritto di replica dei funzionari pubblici (diritto stabilito dal cosiddetto Press Act del 2008).

(Fonte Pravda)

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